La storia del Festival di Sanremo. Seconda parte 1961-70

Ripercorriamo la storia del Festival con gli aneddoti di Sergio Teddy Di Tonno tratti dal suo libro “La storia del Festival di Sanremo”

Prosegue il viaggio nella storia del Festival. Eccoci agli anni Sessanta, i più turbolenti, tra boom economico, trasformazione della società e contestazione. Anche la musica cambia radicalmente, dal bel canto si passa al beat e all’affermazione dei cantautori.

L’edizione del 1961 vide ancora di più lo scontro tra la canzone “melodica” e quella “urlata”. Cambiarono ancora una volta i presentatori, sul palco del Salone delle Feste del Casinò due giovani attori Alberto Lionello e Giuliana Calandra (molti la conoscono per la sua interpretazione della moglie di Lino Banfi ne “L’allenatore nel pallone”).

A vincere fu la prima, con il veterano Luciano Tajoli che portò al successo “Al di là” https://www.youtube.com/watch?v=jAooPFd–HA, pezzo nel pieno stile della melodia all’italiana decisamente valorizzato dalle grandi doti vocali suo interprete. Dietro però arriva un pezzo completamente diverso, con il sammarinese Antonio Ciacci in arte Little Tony e la sua “Ventiquattromila baci” https://www.youtube.com/watch?v=lW_wKfjCkaI pezzo che consacrò il suo interprete mentre terza arriva un’esordiente destinata a diventare una numero uno della musica italiana, Maria Ilva Biolcati in arte Milva con “Il mare nel cassetto” https://www.youtube.com/watch?v=dzI9Hk7HyP0. Diverse furono le canzoni che ottennero ottimi riscontri di vendite spaziando dalla melodia classica di Sergio Bruni con “Mandolino mandolino” https://www.youtube.com/watch?v=eNq-9JJKpOc omaggio alla tradizione napoletana e due pezzi allegri e disimpegnati portati al Festival da Jula De Palma con “A.A.A. adorabile cercasi” https://www.youtube.com/watch?v=Tlfojtnz48k e Wilma De Angelis con “Patatina” https://www.youtube.com/watch?v=ihdzbPe_lgsrecentemente rilanciata da uno spot televisivo .

Nel 1962 ennesimo cambio alla conduzione, a presentare la kermesse Renato Tagliani, volto noto per la trasmissione “Telematch” e l’attrice romana di origine armena Laura Efrikan.

Il Festival di quest’anno segna un ritorno al classico, spariscono i cantautori che avevano fatto una timida comparsa l’anno prima e si affermano nuovamente le canzoni melodiche. Al primo posto ecco il ritorno di Claudio Villa con “Addio addio” https://www.youtube.com/watch?v=7IViNM-CvlQ, con la terza vittoria per il cantante romano seguito da Sergio Bruni con “Tango italiano” https://www.youtube.com/watch?v=qup-XsF_a0Y e medaglia di bronzo per un veterano della canzone attivo già dall’anteguerra, Ernesto Bonino con “Gondolì gondolà” https://www.youtube.com/watch?v=cATFJpyG56Y.

Buoni riscontri di vendita per Aurelio Fierro con l’ironica “Lui andava a cavallo” https://www.youtube.com/watch?v=Ao-1fLckqYk e Arturo Testa con “Un’anima leggera” https://www.youtube.com/watch?v=hYE0p0V5Ojc.

Il 1963 è l’anno in cui il cambiamento arriva anche al Festival. Si inizia dal presentatore, con la scelta che ricade su un volto molto popolare ma che fino ad allora era specializzato nei quiz, Mike Bongiorno destinato a diventare uno dei simboli del Festival, ad affiancarlo sul palco la sua valletta di “Lascia o raddoppia?” Edy Campagnoli.

A vincere una canzone in stile foxtrot con Tony Renis ed Emilio Pericoli che portano al successo “Uno per tutte” https://www.youtube.com/watch?v=gn8GMilGDZw. Sul podio ancora una volta Claudio Villa con “Amour mon amour my love” https://www.youtube.com/watch?v=O6Bb7fglp6E e un pezzo twist, scritto ed interpretato da Pino Donaggio “Giovane giovane” https://www.youtube.com/watch?v=w8QSNBqgVAw che sarà la canzone di maggior successo dell’edizione. Buoni risultati di vendita per Luciano Tajoli con “Ricorda” https://www.youtube.com/watch?v=WVaVmeEvqPE scritta da un giovane Giulio Rapetti in arte Mogol e Johnny Dorelli con “Non costa niente” https://www.youtube.com/watch?v=5LljBmNlulE.

L’edizione del 1964 vide la conferma al timone di Mike Bongiorno, dopo il successo dell’anno precedente, affiancato dalla futura attrice Giuliana Lojodice.

Cambiò anche la formula, venne eliminata la classifica, con la sola proclamazione della canzone vincitrice e furono ammessi alla gara artisti straneri.

Quest’edizione fu quella in assoluto dei giovani. A vincere fu infatti l’esordiente diciassettenne Gigliola Cinquetti con “Non ho l’età” https://www.youtube.com/watch?v=Utd9cHBPfRA, stabilendo il record ancora imbattuto di vincitrice più giovane del Festival e altre canzoni di successo furono portate da interpreti esordienti o comunque giovani quali Roberto Loreti in arte Robertino con “Un bacio piccolissimo” https://www.youtube.com/watch?v=dzQyFVdZVPg, Bruno Filippini con “Sabato sera” https://www.youtube.com/watch?v=kRER-2Ly-tA e Remo Germani con “Stasera no no no” https://www.youtube.com/watch?v=j4YcrhR_IgE. Tra i veterani ottimo successo di vendite per Nicola Arigliano e la sua “Venti chilometri al giorno” https://www.youtube.com/watch?v=HTdx3qwAA34con l’interprete salentino che avrà una lunghissima carriera internazionale soprattutto come jazzista.

Il Festival del 1965 vede per la terza volta consecutiva Mike Bongiorno alla conduzione affiancato da Grazia Spina, futura pittrice.

Come l’anno precedente la gara fu aperta agli artisti stranieri e venne abolita la classifica, con la sola proclamazione della canzone vincitrice.

A trionfare fu l’Elvis italiano, Roberto Satti in arte Bobby Solo e la sua “Se piangi, se ridi” https://www.youtube.com/watch?v=cPO3Qz2lf3M, destinata a diventare uno dei suoi cavalli di battaglia.

Tra le altre canzoni partecipanti ottimi risultati di vendite per la cantante savonese di origine serbe Wilma Goich accompagnata dagli statunitensi New Christy Minstrels con “Le colline sono in fiore” https://www.youtube.com/watch?v=OPuLSsT4Hsg, Pino Donaggio con “Io che non vivo senza te” https://www.youtube.com/watch?v=N3W7qlMZTXY. Fanno il loro esordio due nomi che saranno tra i protagonisti degli anni successivi: Iva Zanicchi che porta un buon brano “I tuoi anni più belli” https://www.youtube.com/watch?v=7iTPuYXrC10  e Peppino Gagliardi.

Il 1966 conferma ancora una volta Mike Bongiorno come conduttore, affiancato da Paola Penni.

Il Festival diventa sempre di più un luogo dove si notano le trasformazioni della musica, fanno la loro comparsa gruppi beat del movimento dei “capelloni” e partecipano alcuni cantautori. Viene di nuovo inserita la classifica di merito.

A vincere però è una canzone tradizionale, con il bis di Gigliola Cinquetti che porta al successo “Dio, come ti amo” https://www.youtube.com/watch?v=u6ynKpzGjw4 il cui titolo stranamente non incappò nella rigida censura dell’epoca. Il maggior successo commerciale fu però la seconda classificata, “Nessuno mi può giudicare” della ventenne modenese Caterina Caselli https://www.youtube.com/watch?v=R8XAHNbyWIsnonché Ornella Vanoni con “Io ti darò di più” https://www.youtube.com/watch?v=_Qum2KxCHxE. Fanno il loro esordio Orietta Berti e Lucio Dalla mentre suscita curiosità (e non poche critiche da parte degli amanti della lirica) la partecipazione del noto tenore siciliano Giuseppe Di Stefano con “Per questo voglio te” https://www.youtube.com/watch?v=FByDytCN2mY.

La diciassettesima edizione del 1967 vede a presentare per la quinta volta consecutiva Mike Bongiorno insieme a Renata Mauro, futura conduttrice dei “Giochi Senza Frontiere” negli anni ‘70 e ‘80.

Questa edizione è a livello qualitativo forse una delle migliori nella storia della kermesse, con molte canzoni partecipanti destinate a diventare dei classici della musica italiana.

Ad aggiudicarsi la gara, segnando un poker ineguagliato di vittorie, Claudio Villa con “Non pensare a me” https://www.youtube.com/watch?v=Xm2N-eA49VI, brano di grande successo sullo stile di Frank Sinatra.

Ma sono molte le canzoni che hanno lasciato un segno dal maggior successo sanremese di Orietta Berti ovvero “Io, tu e le rose” https://www.youtube.com/watch?v=fC-43ViBFdo a Johnny Dorelli che porta “L’immensità” https://www.youtube.com/watch?v=9ij-_PC8j54 passando per “La musica è finita” di Ornella Vanoni https://www.youtube.com/watch?v=d0L15AiI9Ao pezzo intimista molto valorizzato dalla cantante, fino alle due hits dell’edizione: “Cuore matto” di Little Tony https://www.youtube.com/watch?v=m43Ngy06BiE, capace di vendere da sola oltre un milione di copie, cifra oggi impensabile ed “Il cammino di ogni speranza” di Caterina Caselli https://www.youtube.com/watch?v=Ii7_n2DjYLk, brano molto ritmato con musica e parole di Umberto Balsamo

Il 1968 vide un cambio alla conduzione, al posto di Mike Bongiorno arriva un altro nome che segnerà la storia della manifestazione: Pippo Baudo affiancato per l’occasione da Luisa Rivelli.

Questa edizione vide il record di cantanti stranieri in gara, ben sedici, compresa un’interprete giapponese, Yoko Kishi!

Ad aggiudicarsi l’edizione fu Sergio Endrigo con “Canzone per te” https://www.youtube.com/watch?v=CKjhxNC4-kk, pezzo forse meno celebre tra le vincitrici del decennio che non lasciò un grande segno. Altri pezzi invece ottennero ottimi riscontri, tra cui la giovane cantante sarda Marisa Sannia con “Casa bianca” https://www.youtube.com/watch?v=xIz373-MbcE, Massimo Ranieri che fece il suo esordìo alla manifestazione con “Da bambino” https://www.youtube.com/watch?v=G-UgfKDBLi0, Anna Identici con “Quando m’innamoro” https://www.youtube.com/watch?v=qhD3DM3I6Dk successo internazionale anche negli Stati Uniti e “La tramontana” del simpatico cantante corso Antonio Muraccioli in arte Antoine https://www.youtube.com/watch?v=Gm0kXDaOKHw. In questa edizione vi fu la simpatica esibizione di Louis Armstrong che iniziò a suonare la tromba una volta conclusa la sua canzone!

L’edizione del 1969 vide nuovamente un cambio alla conduzione, arrivarono Nuccio Costa presentatore e giornalista siciliano affiancato dall’annunciatrice Gabriella Farinon.

Si ridusse notevolmente rispetto agli anni precedenti il numero degli artisti stranieri, anche dopo la protesta di molti cantanti spaventati dal fatto che questo potesse danneggiare la musica italiana.

In gara però i brani beat sparirono, così come la partecipazione dei cantautori. A vincere furono Bobby Solo e Iva Zanicchi con un’evergreen della musica italiana, ovvero “Zingara” https://www.youtube.com/watch?v=4kQeG6a9jk0.

Diversi i pezzi di successo, da “La pioggia” di Gigliola Cinquetti https://www.youtube.com/watch?v=kPutjIBGRPk a “Quando l’amore diventa poesia” della coppia Massimo Ranieri e Orietta Berti https://www.youtube.com/watch?v=IOZ_fDZR2xA uno dei pezzi più celebri scritti da Mogol (con l’abito della Berti diventato un must) fino a “Meglio una sera piangere da solo” di Mino Reitano https://www.youtube.com/watch?v=bfneEdjWxAY, con l’interprete calabrese che otterrà negli anni successivi un grande successo nell’Europa dell’est. Fa il suo esordio una cantante che sarà molto presente negli anni successivi, Rosanna Fratello con “Il treno” https://www.youtube.com/watch?v=HCrRb7OBmMU.

Il Festival nel 1970 festeggia i suoi primi vent’anni, è una manifestazione ormai adulta. A condurre l’edizione del ventennale un quartetto particolare: il giornalista Nuccio Costa alla sua seconda edizione, l’attore Enrico Maria Salerno, interprete di diversi film d’autore, la principessa tedesca Ira Furstenberg e l’attore brillante Nino Manfredi la cui “Tanto pe cantà” fu la sigla dell’edizione. Il Festival viene nuovamente “chiuso” agli artisti stranieri.

Vincono, non senza polemiche, la coppia Adriano Celentano (che fino ad allora aveva partecipato ad un solo Festival) con la moglie Claudia Mori con l’ironica “Chi non lavora non fa l’amore” https://www.youtube.com/watch?v=wHmt7pDq_Uo.

Grande successo per la seconda classificata “La prima cosa bella” dei Ricchi e Poveri https://www.youtube.com/watch?v=wJNdF20b3Io, con l’esordio del celebre quartetto vocale. Altri pezzi che sfondarono nelle classifiche di vendita furono “La spada nel cuore” di Little Tony https://www.youtube.com/watch?v=exgYj0uzUZY, “Sole, pioggia e vento” dell’italo-inglese Paul Bradley in arte Mal https://www.youtube.com/watch?v=CBBh1ge7UYg, l’allegra “Taxi” di Anna Identici e Antoine https://www.youtube.com/watch?v=Sr1IaNdLfiY accompagnato da una ballerina e l’ironica “Tipitipiti” della coppia Orietta Berti e Mario Tessuto https://www.youtube.com/watch?v=SavRSUsksrA.

Termina il decennio dei Sessanta e si entra nei Settanta che vedranno un nuovo cambiamento netto della scena musicale.

Due ori e tre argenti piemontesi ai Campionati del Mediterraneo di scherma a Cagliari

CAGLIARI 2019 – Due medaglie d’oro e tre d’argento per la scherma piemontese nella prima giornata di gare ai Campionati del Mediterraneo di scherma Cagliari 2019. A conquistare il titolo sono stati Carola Maccagno nella spada femminile e Simone Mencarelli in quella maschile, mentre la pizza d’onore se la sono aggiudicata lo spadista Enrico Piatti, la spadista Gaia Caforio, la sciabolatrice Margherita Colonna. Tutti categoria Cadetti.

Per Carola Maccagno, atleta dell’ISEF Eugenio Meda, il successo è arrivato nel derby regionale con Gaia Caforio, dell’Accademia d’Armi Marchesa, chiusosi col punteggio finale di 15-7. La Maccagno era approdata in finale dopo aver battuto per 15-5 l’egiziana Ragab agli ottavi, per 15-4 la portoghese Cardoso ai quarti e per 15-11 la genovese Margherita Baratta in semifinale. Successi per 15-8 sull’algerina Taleb agli ottavi, per 15-12 sull’altra algerina Zeboudj ai quarti e per 15-8 sulla giordana Mansi per la Caforio.

Derby piemontese anche nella finale della gara di spada maschile, con Simone Mencarelli dell’ISEF Eugenio Meda Torino che si è imposto per 11-4 su Enrico Piatti, connazionale e compagno di allenamenti nella stessa società dopo esser cresciuto nella Pro Novara. In semifinale Piatti aveva superato per 11-10 il forlivese Dario Remondini, mentre Mencarelli aveva avuto la meglio per 15-5 dello spagnolo Chuzon. Ai quarti, invece, Piatti aveva superato per 15-7 il portoghese Onofre, Mencarelli il turco Ozaltin per 15-6. I due si erano incrociati già nel girone con Piatti che aveva avuto la meglio su Mencarelli.

Medaglia d’argento nella sciabola femminile per Margherita Colonna, sconfitta in finale da Emma Guarino col punteggio di 15-10. Dopo un girone con 4 vittorie e zero sconfitte, l’atleta del Club Scherma Torino aveva superato per 15-4 la spagnola Rovira ai quarti e per 15-12 la connazionale Francesca Burli in semifinale. Tutti gli atleti piemontesi in gara l’1 febbraio tra i Cadetti torneranno in pedana il 2 per le gare Giovani.

Oggi si celebra la festa della Candelora

«Pella ‘Andelora se pioe o se gragnola dell’inverno semo fora;
ma se sole o solicello semo ancor in mezzo a i’verno.
» Proverbio romanesco

«De la Candelora ogni aceddu fa la cova» Proverbio salentino

«Da Candalora, cu on avi carni s’impigna a figghjiola» Proverbio calabrese

Oggi 2 febbraio si celebra la tradizione della Candelora. Si tratta di una festa molto antica, definita come la festa di metà inverno, le cui origini risalgono all’epoca pagana.

Durante i secoli dell’Impero Romano, per festeggiare la metà dell’inverno le persone percorrevano le strade di Roma agitando delle torce in onore del dio Pan. Successivamente anche questa festa venne cristianizzata, mantenendo però lo spirito originario: i fedeli dovevano prendere un cero in chiesa e percorrere le strade stando ben attenti a mantenerlo acceso durante la processione.

La Candelora è la festa che rappresenta l’arrivo della luce che, un mese e mezzo dopo il Solstizio di Inverno, comincia finalmente a farsi vedere e le giornate, lentamente, si allungano, con una luce tenue proprio come quella di una candela.

Riguardo alla Candelora è celebre un antichissimo proverbio latino che dice “Per la santa Candelora se nevica o pioa dell’inverno semo fora”, nel senso che non importa se c’è brutto tempo in questi giorni tanto l’inverno se ne sta finalmente andando.

 La festa della Candelora è molto popolare in Francia, dove per celebrare questa festività viene fatto un dolce, chiamato Crêpes de la Chandeleur. Secondo la leggenda se per il giorno della Candelora non si fossero perparate delle crêpes il grano sarebbe stato avariato. Questa crêpe segue tutta una serie di riti, per assicurare soldi e felicità tutto l’anno.La prima delle crêpe preparate viene fatta saltare con la mano destra tenendo nella mano sinistra una moneta, questa moneta veniva successivamente arrotolata e messa in un armadio fino all’anno seguente. Durante la Candelora dell’anno successivo si recuperavano i resti di questa crêpe e si donava la moneta al primo bisognoso che passava di lì.

Riguardo sempre al meteo vi è un altro proverbio, questa volta francese che dice “Sole alla Candelora annuncia inverno e sfortuna” perché se fa bel tempo in questi giorni vuol dire che il freddo sta per tornare, questo proverbio viene simboleggiato da un animale da letargo, solitamente un orso o una marmotta, che se uscendo dalla tana scorge il sole ritorna subito nel suo riparo.

Il 5 febbraio la Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare

Il progetto innovativo di confezionamento  FrUit Long Life di Ortofruit Italia, finanziato dal Mipaaf, garantisce una vita più lunga  ai piccoli frutti piemontesi che arrivano sui nostri mercati, minimizzando gli sprechi.

La prevenzione dello spreco alimentare non è solo il tema della giornata nazionale organizzata il 5 febbraio dal Ministero dell’Ambiente, ma una sfida reale con cui tante aziende della filiera ortofrutticola si confrontano quotidianamente. Fare “prevenzione antispreco” è da sempre un must per  Ortofruit Italia, l’Organizzazione di Produttori di Saluzzo (Cn) che ha nel suo core business raccolta, confezionamento e distribuzione dei piccoli frutti. Un prodotto del territorio tanto prezioso quanto deperibile, che oggi si mantiene sano e perfettamente conservato più a lungo grazie a  “FULL – FrUit Long Life”: progetto innovativo di confezionamento firmato dal servizio tecnico di Ortofruit Italia in collaborazione con il DISAFA-Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università degli Studi di Torino.

Nella filiera ortofrutticola le perdite maggiori si verificano nella fase post-raccolta, soprattutto in relazione alle referenze caratterizzate da elevata deperibilità, come fragole e piccoli frutti. Proprio in questo ambito, infatti, è particolarmente critico lo step relativo alla permanenza dei prodotti nei magazzini di lavorazione in attesa di confezionamento e commercializzazione, oltre al passaggio logistico verso la distribuzione. La proposta innovativa dI Ortofruit Italia si è posizionata tra i 14 progetti italiani finanziati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo tra oltre 130 domande pervenute.

Il posizionamento alto di questo progetto premia anzitutto l’investimento in ricerca che la nostra area tecnica porta avanti da anni parallelamente all’assistenza alle 350 aziende associate – spiega Domenico Paschetta, Presidente di Ortofruit Italia – ma è finalizzato a strutturare un’innovazione di filiera grazie a una diversa gestione del post-raccolta, che consentirà di migliorare la shelf-life della nostra gamma di piccoli frutti puntando interamente sull’innovazione tecnologica e sulla sostenibilità. Questo passaggio epocale avverrà affiancando le metodologie di conservazione tradizionali (utilizzo del freddo) alla gestione delle atmosfere di conservazione (atmosfere controllate e modificate)”.

Un risultato che sarà quindi raggiunto utilizzando un sistema ad Atmosfera Modificata Passiva (MAP) realizzato con pallet-bag costituiti da film a permeabilità controllata. Nessun intervento diretto sulla frutta, ma un lavoro sul packaging: ecco l’aspetto rivoluzionario e più apprezzato del progetto, come commenta la Prof.ssa Cristiana Peano coordinatrice del progetto presso l’Università degli Studi di Torino e già responsabile del Laboratorio di Ricerca Permanente attivato con Ortofruit Italia nel magazzino di Peveragno (Cn): “In questo modo sarà possibile migliorare la conservazione di una materia prima molto delicata come i piccoli frutti, garantendone al contempo la genuinità e la naturalezza originarie e soddisfacendo i requisiti desiderati dal consumatore su un periodo più lungo. Proprio l’allungamento della shelf-life porterà efficienza anche nella gestione commerciale del prodotto, con una consistente riduzione degli scarti in magazzino che sarà individuata in un 1% massimo sul prodotto conferito. Inoltre, il sistema di conservazione in pallet-bag potrà anche essere utilizzato in caso di trasporto del prodotto su lunghe distanze (es. Scandinavia e Regno Unito) mantenendo invariata la qualità del prodotto con scarti parti a zero”.

L’iniziativa costituisce una tappa fondamentale nel percorso “green” di Ortofruit Italia che – già lo scorso anno, con il suo mirtillo “a zero emissioni” – è diventata una case history internazionale sul tema della sostenibilità per il modello di integrazione virtuosa tra la produzione, la trasformazione, la distribuzione e il consumo sano e consapevole.

Di qui è maturata la necessità di educare la coscienza ecologica sia da parte di chi produce, sia da parte di chi consuma – conclude PaschettaGrazie al nostro servizio di “green marketing”, recentemente abbiamo conquistato il consumatore con una guida che unisce piccoli frutti e benessere, dalla cucina allo stile di vita, realizzata in partnership scientifica con il FAB-Fondo Assistenza e Benessere: un compendio di oltre cinquanta ricette a base di frutti di bosco, suddivise in una comoda rubricatura per temi e occasioni di consumo, e analizzate con pratici commenti nutrizionali per andare incontro alle esigenze di tutte le età, tenendo conto delle nuove intolleranze che ormai fanno parte del nostro background alimentare, per le quali la gamma dei “superfrutti” può rappresentare un’ottima opportunità per coniugare gusto e salute per 365 giorni l’anno, da cui il nostro slogan #365DaysOfBerries”.

Gli eventi di Arenzano dal 4 al 17 febbraio

Diversi gli eventi in quel di Arenzano da 4 al 17 febbraio.

Domenica 10 si terrà la 28°edizione della Corsa Podistica del Rocciolo. Si tratta di una corsa non competitiva, lunga complessivamente 10 chilometri. Il ritrovo per tutti i partecipanti è previsto alle ore 8:00 e dopo le iscrizioni la gara partirà alle ore 9:30.

Il costo dell’iscrizione è di 6 Euro e verranno assegnati premi ai primi tre classificati di ogni categoria.

Sempre nella giornata di domenica 10 in Località Curlo, insieme al Parco del Beigua, ci sarà l’escursione “Un nido per l’inverno”. Si tratta di una piacevole escursione lungo la Val Lerone fino a raggiungere il Lago della Tina, facendo attenzione al canto dei numerosi uccelli, cercando di scoprirne i nidi nascosti tra i rami degli alberi. Al termine ci sarà una sosta al Centro Ornitologico del Parco per la pausa pranzo dove i bambini potranno costruire piccole mangiatoie per offrire un punto di ristoro agli uccellini.

L’escursione dura tutto il giorno con pranzo al sacco, il costo dell’escursione è di 10 Euro con prenotazione obbligatoria entro sabato 9 telefonando alle guide della Coop. Dafne.

Giovedì 14 febbraio la Biblioteca civica “Giuseppe Mazzini”, in collaborazione con l’Amministrazione comunale organizza alle ore 16:45 “Letture favolose” un laboratorio di lettura per i bambini di età tra i tre ed i sei anni.

Sempre giovedì 14 alle ore 21:00 l’AMA (Accademia Musicale Arenzano) organizza presso l’Auditorium una guida all’ascolto dell’opera di Giuseppe Verdi “Simon Boccanegra” con ingresso libero.

Infine domenica 17 ritorna il Three Team for Race, una gara trial con squadre di tre atleti in una cornice di paesaggi con vista mozzafiato, boschi, rii e cascate. Per tutte le informazioni si può contattare il sito ufficiale www.threeteamfor.com

Ad Alessandria la cerimonia in ricordo del Capitano Bruno Pasino

La Seconda Guerra Mondiale ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sangue e torture anche ad Alessandria e nei territori limitrofi.

Numerosi i nomi di militari coraggiosi e fedeli alla Patria che hanno offerto la loro vita a valori ed ideali, uno fra questi Bruno Pasino che viene ricordato in questi giorni assieme ad alcuni suoi compagni.

Bruno Pasino era nato a Solero nel 1916 e venne ucciso dai tedeschi a Casalbagliano nel 1945.

Prima sottotenente sul Fronte Occidentale e successivamente su quello greco-albanese.

Dopo l’8 settembre 1943 entrò nelle file della Resistenza Alessandrina, durante la battaglia denominata “Amilcare” fu catturato dai tedeschi nel suo paese natale.

Nel carcere di Alessandria fu torturato per giorni senza che neppure un’informazione uscisse dalla sua bocca.

Assieme a dei compagni partigiani venne poi trucidato in aperta campagna, a Casalbagliano nella notte del 30 gennaio 1945.

Alla fine della guerra gli venne conferita la Medaglia d’Oro al valor Militare alla memoria, mentre l’Università di Torino li conferì la Laurea in Scienze Politiche ad “honorem”.

Tre vie portano il suo nome, una ad Alessandria, una a Solero e l’altra a Casalbagliano nel luogo dove venne trucidato.

Una lapide lo ricorda a Rovereto assieme a molti altri compagni.

La cerimonia del ricordo avverrà ad Alessandria sabato 2 febbraio alle ore 14.30 nella Sala del Palazzo Comunale con il saluto delle Amministrazioni e della Sezione Provinciale A.N.P.I.

A Casalbagliano al Monumento dei Caduti alle ore 15.30 con la deposizione di corone al Monumento, la lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare e della Epigrafe.

Mentre a Solero la Cerimonia si svolgerà nella Sala del Consiglio Comunale alle ore 16.00 e la S. Messa in Suffragio dei Caduti nella Chiesa Parrocchiale alle ore 17.00.

A seguire l’incontro dei famigliari della M.O.V.M. Capitano Bruno Pasino con i convenuti.

Reti territoriali per lo sviluppo dell’agricoltura ovadese

La collaborazione tra Enti e Istituzioni è stata la proposta fattiva da perseguire da parte della Cia nell’ambito dell’Assemblea dei soci annuale, svolta all’Enoteca di Ovada lo scorso mercoledì. L’Organizzazione ha invitato all’incontro, per immaginare un progetto di sviluppo comune, il presidente del Consorzio dell’Ovada docg Italo Danielli, il presidente del Parco Naturale Capanne di Marcarolo Dino Bianchi, il presidente del Gal Borba Gian Marco Bisio, il sindaco di Ovada Paolo Lantero; presente anche il consigliere regionale Domenico Ravetti.

L’introduzione del presidente di Zona Alvio Pestarino è stata particolarmente attenta al comparto vitivinicolo che vede nell’area un potenziale di sviluppo in continua crescita, come affermato anche dai numeri dei soci in aumento all’interno del Consorzio presieduto da Danielli, al lavoro per partecipare a bandi e progetti dopo il riconoscimento ministeriale ottenuto. Il sindaco Lantero, nel valorizzare il ruolo dell’agricoltura sul territorio e il rilancio dell’Enoteca Regionale, ha fatto riferimento anche alla formazione scolastica tecnica di qualità data dall’Istituto Barletti e alla partecipazione del Comune ai progetti offerti dal Gal Borba (Gruppo di Azione Locale, 14 gruppi in Piemonte di cui 2 in provincia di Alessandria); il presidente del Gal Bisio si è soffermato sulla promozione e il finanziamento per le aree marginali e la valorizzazione della dorsale appenninica a cui Ovada appartiene, in particolare con la prossima uscita di due bandi dedicati alla sentieristica e alla gestione degli incolti. Tra le iniziative di cooperazione, Bisio ha ricordato il progetto di filiera per il vino “Bollicine in rete” gestito dalla Cia (soggetto intermediario) e sintetizzato in assemblea dal referente Paolo Barbieri. Il presidente del Parco Dino Bianchi ha evidenziato la partecipazione dell’Ente per la prima volta ad un’assemblea di agricoltori, proponendo un sistema di sviluppo e partecipazione alle attività del Parco per la sua fruibilità e il suo sviluppo, in particolare per i sentieri e i luoghi della memoria dell’eccidio della Benedicta, ma anche per il pascolo e i ruderi di valore da recuperare.

La parte politica era rappresentata dal consigliere regionale Ravetti che ha fatto riferimento all’emanazione del Testo Unico dell’Agricoltura che ha riassunto 35 leggi in materia e alla preparazione del prossimo PSR.

Numerosi gli interventi dalla sala degli agricoltori la cui attività è piegata dalla presenza della fauna selvatica ormai fuori controllo; il presidente provinciale Cia Gian Piero Ameglio ha invitato gli associati a partecipare all’incontro previsto in Regione, il prossimo 18 febbraio, per cercare una mediazione al problema ai Tavoli di lavoro richiesti da Cia.

La storia del Festival di Sanremo. Prima parte 1951-60

Ripercorriamo la storia del Festival con gli aneddoti di Sergio Teddy Di Tonno tratti dal suo libro “La storia del Festival di Sanremo”

Si avvicina l’appuntamento con il Festival di Sanremo, giunto alla sua 69°edizione, un traguardo impensabile anche per gli ideatori della kermesse. Certo, Sanremo non rappresenta più la canzone italiana come fu fino a pochi decenni fa, ma rimane l’appuntamento musicale più amato e seguito dagli italiani.

In un viaggio a puntate per decenni scopriremo come nacque il Festival e la sua lunga storia.

L’idea iniziale del Festival fu quella di creare una manifestazione che portasse turisti nella stagione invernale morta nella cittadina della Riviera ligure. Il primo Festival non ufficiale risale addirittura al 1932, si chiamò “Festival Napoletano” e venne organizzato al Casinò di Sanremo nell’aprile di quell’anno. Come suggerisce il nome il Festival fu interamente dedicato alla canzone napoletana (da segnalare che nonostante la nascita del Festival di Napoli nel 1952 la canzone ed i cantanti partenopei furono grandi protagonisti a Sanremo). Furono eseguiti classici della canzone napoletana quali “A frangesa”, “Funicolì funicolà”, “Marechiaro”, “Muntevergine”, “O paese d’o sole”, “O sole mio” e molte altre ancora. Di questo Festival rimangono incredibilmente alcuni documenti video visibili qui https://www.youtube.com/watch?v=dgN4Omi1I2U

Dopo alcuni tentativi falliti il primo Festival della Canzone Italiana prese il via ufficialmente il 29 gennaio del 1951 alle ore 22:00. La trasmissione avvenne via radio (la televisione non era ancora ufficialmente partita in Italia), presentatore fu il siciliano Nunzio Filogamo. L’organizzazione di quel Festival oggi ci appare quanto meno particolare: un vero e proprio cafè chantant, in cui i cantanti eseguivano i pezzi tra le persone che cenavano nel salone di gala del Casinò.

I cantanti? Appena tre: la bolognese Nilla Pizzi, il mantovano Achille Togliani e le sorelle torinesi del Duo Fasano. Vinse la prima con una canzone destinata a diventare un evergreen, “Grazie dei fior” https://www.youtube.com/watch?v=IYsH9jgiLHE

Il prezzo della cena e del Festival era di 500 lire, una somma non eccessiva per l’epoca (appena 25 Euro attuali). Del Festival se ne parlò pochissimo, i giornali non dedicarono nemmeno una riga il giorno dopo mentre sul Radio Corriere Tv solamente un piccolo trafiletto.

Il 1952 vede il consolidamento del Festival, con oltre trecento canzoni inviate alla giuria. I cantanti salirono da tre a cinque, ai tre partecipanti della prima edizione si aggiunsero il barese Gino Latilla ed il ferrarese Oscar Carboni. Presentatore fu nuovamente Nunzio Filogamo, che introdusse la seconda edizione del Festival con la frase per cui ancora oggi è ricordato «Cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate».

Il Festival del 1952 segnò un unicum nella storia del Festival, Nilla Pizzi si piazzò infatti al primo, secondo e terzo posto rispettivamente con “Vola colomba una tipica storia d’amore nella tradizione melodica italiana https://www.youtube.com/watch?v=0vj26bTTl-Y, “Papaveri e papere” l’evergreen dell’edizione, una canzone allegra e divertente https://www.youtube.com/watch?v=1a1GYZZt8Vw e “Il valzer di Nonna Speranza”, canzone nostalgica. Proprio la seconda classificata fu una delle prime canzoni italiane a sfondare all’estero con cover incise da Bing Crosby, Eddie Costantine e Ives Montand.

La terza edizione del 1953 iniziò ad acquisire una maggiore professionalità. Le orchestre diventarono due, a quella di Cinico Angelini presente già nelle prime due edizioni se ne aggiunse una seconda di Armando Trovaioli.

Il numero di cantanti salì a dieci, a riprova che il Festival stava iniziando a diventare un appuntamento di rilievo. Dopo un bis di Nilla Pizzi a vincere questa volta è un’altra cantante emiliana, la ferrarese Carla Boni con la melodica “Viale d’autunno” https://www.youtube.com/watch?v=yuALVGQK7fA , la Boni ottenne anche l’applauso più lungo della storia del Festival ben tre minuti e cinque secondi. La Pizzi si dovette “accontentare” del secondo posto con “Campanaro”. Diverse canzoni ottennero un buon successo di pubblico, da “Lasciami cantare una canzone” di Achille Togliani a “Vecchio scarpone” di Gino Latilla fino a “Papà Pacifico” del Quartetto Stars. Presentatore fu ancora una volta Nunzio Filogamo.

Nel 1954 la televisione partì ufficialmente in Italia, ma la RAI non credeva ancora del tutto al Festival, che continuò ad essere trasmesso solamente via radio. Per la quarta edizione consecutiva al timone della kermesse vi è Nunzio Filogamo. I cantanti salgono da dieci a dodici, ormai è gara vera. Fa il suo esordio il primo cantante napoletano, Franco Ricci.

A riprova del successo sempre maggiore del Festival vi fu il pubblico molto numeroso. Fecero il loro esordio i fiori sul palco, destinati a diventare un simbolo del Festival stesso.

A vincere la gara fu Gino Latilla con la malinconica “Tutte le mamme” https://www.youtube.com/watch?v=qAQfRG_wgiA, diventando così il primo cantante a vincere dopo tre successi femminili. La canzone di maggior successo fu però “E la barca tornò sola” di Franco Ricci https://www.youtube.com/watch?v=Ua-aWscwgsQ, tipico brano struggente del decennio. Altri brani da ricordare “Canzone da due soldi” di Achille Togliani, “Aveva un bavero” del Quartetto Cetra e “Cirillino ci” di Carla Boni https://www.youtube.com/watch?v=MLgYirQMPrs, recentemente riportata alla ribalta da un noto sito come uno dei pezzi più assurdi della storia del Festival!

La quinta edizione del 1955 vede finalmente arrivare le telecamere della RAI, anche se limitate alla sola serata finale. A presentare è Nunzio Filogamo per la prima volta con una valletta, Maria Teresa Ruta, zia ed omonima dell’attuale presentatrice.

Il numero di cantanti raggiunge il record di quindici e per la prima volta c’è l’intermezzo di un ospite d’onore, il cantautore Odoardo Spadaro che recitò i testi delle prime tre classificate.

In questa edizione viene definitivamente lanciato un cantante destinato a diventare un ambasciatore della canzone italiana nel mondo: Claudio Villa. Il cantante romano trionfa infatti con “Buongiorno tristezza” https://www.youtube.com/watch?v=NQIcJLfC-H8 uno dei pezzi più cupi nella storia del Festival («Piangono le foglie gialle tutte intorno a me»). Secondo è Tullio Pane, cantante napoletano con “Il torrente”, terzo il genovese Natalino Otto con “Canto nella valle”. Grande successo, oltre che per la canzone vincitrice (che diventò soggetto di uno dei primi “musicarelli” all’italiana) per “Incantatella” https://www.youtube.com/watch?v=LwEMDgtBass diventato il cavallo di battaglia del suo interprete Narciso Parigi (conosciuto soprattutto per essere l’autore dell’inno della Fiorentina Calcio).

Il 1956 è forse l’edizione più interessante del decennio. Le case discografiche si lamentarono del fatto che il Festival stava diventando sempre più dei cantanti a discapito delle canzoni. La RAI decise così di tornare all’antico ed organizzò, senza saperlo, il primo talent show della storia, organizzando un concorso per voci nuove a cui si presentarono in cinquemila (!) da tutta Italia per appena sei posti.

I sei fortunati furono Luciana Gonzales da Genova, Clara Vincenzi da Mantova, sorella del calciatore Guido di Inter e Reggiana, Tonina Torrielli da Serravalle Scrivia, Franca Raimondi da Monopoli Ugo Molinari da Bologna e Gianni Marzocchi anch’egli bolognese.

Cambiò il presentatore, al posto di Nunzio Filogamo vi fu l’attore Fausto Tommei, già interprete di diverse commedie dell’epoca dei “telefoni bianchi”.

Il Festival venne vinto dalla barese Franca Raimondi con una canzone diventata evergreen “Aprite le finestre” https://www.youtube.com/watch?v=BCWxPilk3KE un inno alla primavera in una Sanremo imbiancata da una nevicata passata alla storia. Buon successo di vendite per “Amami se vuoi” di Tonina Torrielli https://www.youtube.com/watch?v=9BAhg5ImIG4 e “La colpa fu” di Ugo Molinari https://www.youtube.com/watch?v=SuX9ssxkyzs.

Sempre nel 1956 nacque a Lugano l’Eurovision Song Festival, l’Italia partecipò con le prime due classificate. A vincere fu la Svizzera con Lys Assia.

La rivoluzione dell’anno precedente non venne compresa però dal pubblico, desideroso di vedere i cantanti famosi. Nel 1957 si tornò così al Festival classico, tornò presentatore Nunzio Filogamo (per l’ultima volta), affiancato da due vallette, le attrici Marisa Allasio e Fiorella Mari, anticipando di quasi trent’anni l’idea di Pippo Baudo.

Ben diciassette i cantanti in gara per diciannove brani, con accoppiamenti in alcuni pezzi.

Vince per la prima volta un cantante partenopeo, Nunzio Gallo, con il pezzo “Corde della mia chitarra” https://www.youtube.com/watch?v=3Ofli5AZpq4, noto per essere uno dei più lunghi di sempre, ben cinque minuti e nove secondi. Al secondo posto Claudio Villa con “Usignolo” https://www.youtube.com/watch?v=JJz44Pp9cQ0, al terzo Tonina Torrielli con “Scusami” https://www.youtube.com/watch?v=rzycuiHiBr8. In questa edizione Gloria Christian e il Duo Fasano portano al successo un pezzo conosciuto ancora oggi “Casetta in Canadà” https://www.youtube.com/watch?v=K10RhZ6Ud-I con il suo testo alquanto surreale.

L’ottava edizione del 1958 confermò l’importanza del Festival di Sanremo nella canzone italiana. A presentare furono l’attore sardo Gianni Agus (indimenticabile nel ruolo del tremendo capoufficio di Paolo Villaggio in diversi sketch) e Fulvia Colombo, annunciatrice nota per essere stata colei che quattro anni prima annunciò la partenza delle trasmissioni ufficiali.

Il Festival vide la vittoria di Domenico Modugno con l’evergreen “Nel blu dipinto di blu”https://www.youtube.com/watch?v=LNOfTnv-3BY , l’interprete pugliese fu il primo cantautore a vincere la kermesse. Al secondo posto un altro pezzo da novanta della canzone italiana e un altra evergreen, Nilla Pizzi con “L’edera” https://www.youtube.com/watch?v=L4zF_cZqRmE. La sfida Modugno-Pizzi andò avanti per mesi, con le due canzoni in cima alle vendite, con rivincita della cantante bolognese a Canzonissima.

Le altre diciotto canzoni? Finite in gran parte nel dimenticatoio, un discreto successo lo ebbe Aurelio Fierro con “Timida serenata” https://www.youtube.com/watch?v=trQueC-a_z8.

Nel 1959 il Festival di Sanremo è ormai, grazie al successo delle ultime due edizioni, un evento internazionale. Cambia il presentatore, con l’esordio di Enzo Tortora, uno dei conduttori più popolari della RAI affiancato da Adriana Serra, ex Miss Italia diventata attrice e presentatrice.

A vincere fu “Piove” https://www.youtube.com/watch?v=EkXXP3Eo9nU eseguita nella doppia interpretazione melodica di Domenico Modugno e in quella moderna di un ventunenne Johnny Dorelli, cantante milanese che venne definitivamente lanciato nel mondo dello spettacolo. Molte le canzoni di successo di pubblico e di vendite da “Io sono il vento” di Arturo Testa https://www.youtube.com/watch?v=jJpRMJiUzjw a Tua” di Jula De Palma https://www.youtube.com/watch?v=CSirpxAjbt4 fino a “Nessuno” portata al successo da Wilma De Angelis https://www.youtube.com/watch?v=AemYK83u9lg, destinata a diventare uno dei classici della canzone italiana.

Fu la prima edizione in cui intervenne la censura, in particolare la canzone vincitrice , con una grande immaginazione da parte dei censori, venne accusata di parlare delle “case chiuse” da poco vietate, mentre Jula De Palma creò scandalo per l’abito esageratamente attillato e l’interpretazione considerata sexy!

Finisce il primo decennio del Festival, l’edizione del 1960 si presenta con grandi aspettative. Cambia l’organizzazione, con la direzione artistica di Ezio Radaelli, che da lì a poco creerà il Cantagiro.

Per la prima volta diventa evidente lo “scontro” tra la canzone melodica tradizionale e i nuovi generi musicali importati dall’estero.

A presentare il Festival del decennale sono l’attore Paolo Ferrari affiancato da una giovanissima Enza Sampò.

A vincere è per la prima volta un personaggio dello spettacolo a tutto tondo: cantante, attore, comico e paroliere ovvero Renato Rascel, rappresentante della romanità per eccellenza. Rascel con “Romantica” https://www.youtube.com/watch?v=v09rRFppOzk vince, un po’ a sorpresa il Festival ma la canzone diventò un grande successo. Altri pezzi significativi furono “Il mare” di Sergio Bruni https://www.youtube.com/watch?v=um0We0vSx-w, campione di vendite soprattutto grazie al pubblico del Mezzogiorno e in particolare “Quando vien la sera” di Wilma De Angelis https://www.youtube.com/watch?v=kKe41OtQqbw. Buoni riscontri anche per i veterani Domenico Modugno con “Libero” e Nilla Pizzi con “Colpevole”.

Finisce così il primo decennio del Festival, si aprono così gli anni Sessanta, quelli di maggior successo della kermesse e gli anni di grande trasformazione nella musica italiana ma non solo.

Magazine cucina – le frittelle di mele

Le frittelle di mele sono il dolce tipico del continente nord-americano, al punto che la Disney nel 1975 realizzò un film di successo dal titolo “La banda delle frittelle di mele. Ma questo dolce, semplice e gustoso, si è diffuso anche in Europa ed è uno dei più popolari, specialmente per i bambini.

Ingredienti per quattro persone:

  • 125 grammi di farina
  • 2 mele
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • ½ bustina di lievito per dolci (8 grammi)
  • succo di un limone
  • 1 pizzico di sale
  • olio di arachidi per friggere
  • zucchero a velo
  • cannella (a piacere)

Preparazione:

Sbattete in una terrina l’uovo con il latte, lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungete la farina setacciata con il lievito, amalgamate il tutto e lasciate riposare la pastella per circa trenta minuti.

Sbucciate le mele e privatele del torsolo, servendosi dell’apposito attrezzo. Tagliatele quindi a fette di circa un centimetro, mettetele in una ciotola e irroratele con il succo di limone. Passate le mele nella pastella e friggetele in abbondante olio caldo finché non saranno dorate da ambo i lati.

Una volta cotte, adagiate le frittelle su carta assorbente in modo da eliminare l’olio in eccesso. Spolverizzate le frittelle ancora calde di zucchero a velo e, se di gusto, anche di cannella e servite.

Magazine cucina – crostata di crema e pinoli

Questa crostata è un dolce tradizionale con un guscio di frolla e un cuore cremoso, perfetto come dessert della domenica

Portate a ebollizione il latte con la scorza di un limone. Sbattete a spuma 5 tuorli con 90 g di zucchero semolato poi incorporate 70 g di farina. Unite il latte a filo e mettete la pentola su fiamma bassa mescolando continuamente. Al primo cenno di bollore spegnete e incorporate 15 g di burro.

Setacciate la restante farina sulla spianatoia insieme al lievito, unite il burro tagliato a pezzetti, lavoratelo brevemente e unite il sale, la scorza grattugiata dell’altro limone, lo zucchero semolato rimasto, 2 tuorli e l’uovo. Impastate brevemente e velocemente gli ingredienti. Appena avrete ottenuto un composto omogeneo, formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare per circa mezz’ora in frigorifero.

Stendete quasi i due terzi della pasta di uno spessore di 5 mm e rivestite la tortiera (foderata con carta da forno) rialzando i bordi di quasi tre dita. Bucherellate la pasta e versate sopra la crema ormai fredda. Stendete la pasta rimasta, ricoprite la superficie della torta e unite bene i bordi pizzicandoli.

Cospargete sopra i pinoli precedentemente fatti ammorbidire in acqua per 10 minuti e premete con il palmo della mano affinché penetrino leggermente nella pasta. Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40-50 minuti. Lasciate raffreddare.
Spolverizzate con lo zucchero a velo rimasto.

INGREDIENTI


– 470 g di farina più quella per infarinare
– 260 g di zucchero semolato
– 175 g di burro
– 70 g di pinoli
– 7 tuorli e 1 uovo
– 7 dl di latte
– 2 limoni non trattati
– 1/2 bustina di lievito vanigliato
– 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato
– 1 pizzico di sale


INFORMAZIONI AGGIUNTIVE


Tipo portata: dolci
Esecuzione: Media
Preparazione: 60 min.
Cottura: 120 min.

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