Gli eventi di Arenzano dal 4 al 17 febbraio

Diversi gli eventi in quel di Arenzano da 4 al 17 febbraio.

Domenica 10 si terrà la 28°edizione della Corsa Podistica del Rocciolo. Si tratta di una corsa non competitiva, lunga complessivamente 10 chilometri. Il ritrovo per tutti i partecipanti è previsto alle ore 8:00 e dopo le iscrizioni la gara partirà alle ore 9:30.

Il costo dell’iscrizione è di 6 Euro e verranno assegnati premi ai primi tre classificati di ogni categoria.

Sempre nella giornata di domenica 10 in Località Curlo, insieme al Parco del Beigua, ci sarà l’escursione “Un nido per l’inverno”. Si tratta di una piacevole escursione lungo la Val Lerone fino a raggiungere il Lago della Tina, facendo attenzione al canto dei numerosi uccelli, cercando di scoprirne i nidi nascosti tra i rami degli alberi. Al termine ci sarà una sosta al Centro Ornitologico del Parco per la pausa pranzo dove i bambini potranno costruire piccole mangiatoie per offrire un punto di ristoro agli uccellini.

L’escursione dura tutto il giorno con pranzo al sacco, il costo dell’escursione è di 10 Euro con prenotazione obbligatoria entro sabato 9 telefonando alle guide della Coop. Dafne.

Giovedì 14 febbraio la Biblioteca civica “Giuseppe Mazzini”, in collaborazione con l’Amministrazione comunale organizza alle ore 16:45 “Letture favolose” un laboratorio di lettura per i bambini di età tra i tre ed i sei anni.

Sempre giovedì 14 alle ore 21:00 l’AMA (Accademia Musicale Arenzano) organizza presso l’Auditorium una guida all’ascolto dell’opera di Giuseppe Verdi “Simon Boccanegra” con ingresso libero.

Infine domenica 17 ritorna il Three Team for Race, una gara trial con squadre di tre atleti in una cornice di paesaggi con vista mozzafiato, boschi, rii e cascate. Per tutte le informazioni si può contattare il sito ufficiale www.threeteamfor.com

Ad Alessandria la cerimonia in ricordo del Capitano Bruno Pasino

La Seconda Guerra Mondiale ha lasciato dietro di sé una lunga scia di sangue e torture anche ad Alessandria e nei territori limitrofi.

Numerosi i nomi di militari coraggiosi e fedeli alla Patria che hanno offerto la loro vita a valori ed ideali, uno fra questi Bruno Pasino che viene ricordato in questi giorni assieme ad alcuni suoi compagni.

Bruno Pasino era nato a Solero nel 1916 e venne ucciso dai tedeschi a Casalbagliano nel 1945.

Prima sottotenente sul Fronte Occidentale e successivamente su quello greco-albanese.

Dopo l’8 settembre 1943 entrò nelle file della Resistenza Alessandrina, durante la battaglia denominata “Amilcare” fu catturato dai tedeschi nel suo paese natale.

Nel carcere di Alessandria fu torturato per giorni senza che neppure un’informazione uscisse dalla sua bocca.

Assieme a dei compagni partigiani venne poi trucidato in aperta campagna, a Casalbagliano nella notte del 30 gennaio 1945.

Alla fine della guerra gli venne conferita la Medaglia d’Oro al valor Militare alla memoria, mentre l’Università di Torino li conferì la Laurea in Scienze Politiche ad “honorem”.

Tre vie portano il suo nome, una ad Alessandria, una a Solero e l’altra a Casalbagliano nel luogo dove venne trucidato.

Una lapide lo ricorda a Rovereto assieme a molti altri compagni.

La cerimonia del ricordo avverrà ad Alessandria sabato 2 febbraio alle ore 14.30 nella Sala del Palazzo Comunale con il saluto delle Amministrazioni e della Sezione Provinciale A.N.P.I.

A Casalbagliano al Monumento dei Caduti alle ore 15.30 con la deposizione di corone al Monumento, la lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare e della Epigrafe.

Mentre a Solero la Cerimonia si svolgerà nella Sala del Consiglio Comunale alle ore 16.00 e la S. Messa in Suffragio dei Caduti nella Chiesa Parrocchiale alle ore 17.00.

A seguire l’incontro dei famigliari della M.O.V.M. Capitano Bruno Pasino con i convenuti.

Reti territoriali per lo sviluppo dell’agricoltura ovadese

La collaborazione tra Enti e Istituzioni è stata la proposta fattiva da perseguire da parte della Cia nell’ambito dell’Assemblea dei soci annuale, svolta all’Enoteca di Ovada lo scorso mercoledì. L’Organizzazione ha invitato all’incontro, per immaginare un progetto di sviluppo comune, il presidente del Consorzio dell’Ovada docg Italo Danielli, il presidente del Parco Naturale Capanne di Marcarolo Dino Bianchi, il presidente del Gal Borba Gian Marco Bisio, il sindaco di Ovada Paolo Lantero; presente anche il consigliere regionale Domenico Ravetti.

L’introduzione del presidente di Zona Alvio Pestarino è stata particolarmente attenta al comparto vitivinicolo che vede nell’area un potenziale di sviluppo in continua crescita, come affermato anche dai numeri dei soci in aumento all’interno del Consorzio presieduto da Danielli, al lavoro per partecipare a bandi e progetti dopo il riconoscimento ministeriale ottenuto. Il sindaco Lantero, nel valorizzare il ruolo dell’agricoltura sul territorio e il rilancio dell’Enoteca Regionale, ha fatto riferimento anche alla formazione scolastica tecnica di qualità data dall’Istituto Barletti e alla partecipazione del Comune ai progetti offerti dal Gal Borba (Gruppo di Azione Locale, 14 gruppi in Piemonte di cui 2 in provincia di Alessandria); il presidente del Gal Bisio si è soffermato sulla promozione e il finanziamento per le aree marginali e la valorizzazione della dorsale appenninica a cui Ovada appartiene, in particolare con la prossima uscita di due bandi dedicati alla sentieristica e alla gestione degli incolti. Tra le iniziative di cooperazione, Bisio ha ricordato il progetto di filiera per il vino “Bollicine in rete” gestito dalla Cia (soggetto intermediario) e sintetizzato in assemblea dal referente Paolo Barbieri. Il presidente del Parco Dino Bianchi ha evidenziato la partecipazione dell’Ente per la prima volta ad un’assemblea di agricoltori, proponendo un sistema di sviluppo e partecipazione alle attività del Parco per la sua fruibilità e il suo sviluppo, in particolare per i sentieri e i luoghi della memoria dell’eccidio della Benedicta, ma anche per il pascolo e i ruderi di valore da recuperare.

La parte politica era rappresentata dal consigliere regionale Ravetti che ha fatto riferimento all’emanazione del Testo Unico dell’Agricoltura che ha riassunto 35 leggi in materia e alla preparazione del prossimo PSR.

Numerosi gli interventi dalla sala degli agricoltori la cui attività è piegata dalla presenza della fauna selvatica ormai fuori controllo; il presidente provinciale Cia Gian Piero Ameglio ha invitato gli associati a partecipare all’incontro previsto in Regione, il prossimo 18 febbraio, per cercare una mediazione al problema ai Tavoli di lavoro richiesti da Cia.

La storia del Festival di Sanremo. Prima parte 1951-60

Ripercorriamo la storia del Festival con gli aneddoti di Sergio Teddy Di Tonno tratti dal suo libro “La storia del Festival di Sanremo”

Si avvicina l’appuntamento con il Festival di Sanremo, giunto alla sua 69°edizione, un traguardo impensabile anche per gli ideatori della kermesse. Certo, Sanremo non rappresenta più la canzone italiana come fu fino a pochi decenni fa, ma rimane l’appuntamento musicale più amato e seguito dagli italiani.

In un viaggio a puntate per decenni scopriremo come nacque il Festival e la sua lunga storia.

L’idea iniziale del Festival fu quella di creare una manifestazione che portasse turisti nella stagione invernale morta nella cittadina della Riviera ligure. Il primo Festival non ufficiale risale addirittura al 1932, si chiamò “Festival Napoletano” e venne organizzato al Casinò di Sanremo nell’aprile di quell’anno. Come suggerisce il nome il Festival fu interamente dedicato alla canzone napoletana (da segnalare che nonostante la nascita del Festival di Napoli nel 1952 la canzone ed i cantanti partenopei furono grandi protagonisti a Sanremo). Furono eseguiti classici della canzone napoletana quali “A frangesa”, “Funicolì funicolà”, “Marechiaro”, “Muntevergine”, “O paese d’o sole”, “O sole mio” e molte altre ancora. Di questo Festival rimangono incredibilmente alcuni documenti video visibili qui https://www.youtube.com/watch?v=dgN4Omi1I2U

Dopo alcuni tentativi falliti il primo Festival della Canzone Italiana prese il via ufficialmente il 29 gennaio del 1951 alle ore 22:00. La trasmissione avvenne via radio (la televisione non era ancora ufficialmente partita in Italia), presentatore fu il siciliano Nunzio Filogamo. L’organizzazione di quel Festival oggi ci appare quanto meno particolare: un vero e proprio cafè chantant, in cui i cantanti eseguivano i pezzi tra le persone che cenavano nel salone di gala del Casinò.

I cantanti? Appena tre: la bolognese Nilla Pizzi, il mantovano Achille Togliani e le sorelle torinesi del Duo Fasano. Vinse la prima con una canzone destinata a diventare un evergreen, “Grazie dei fior” https://www.youtube.com/watch?v=IYsH9jgiLHE

Il prezzo della cena e del Festival era di 500 lire, una somma non eccessiva per l’epoca (appena 25 Euro attuali). Del Festival se ne parlò pochissimo, i giornali non dedicarono nemmeno una riga il giorno dopo mentre sul Radio Corriere Tv solamente un piccolo trafiletto.

Il 1952 vede il consolidamento del Festival, con oltre trecento canzoni inviate alla giuria. I cantanti salirono da tre a cinque, ai tre partecipanti della prima edizione si aggiunsero il barese Gino Latilla ed il ferrarese Oscar Carboni. Presentatore fu nuovamente Nunzio Filogamo, che introdusse la seconda edizione del Festival con la frase per cui ancora oggi è ricordato «Cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate».

Il Festival del 1952 segnò un unicum nella storia del Festival, Nilla Pizzi si piazzò infatti al primo, secondo e terzo posto rispettivamente con “Vola colomba una tipica storia d’amore nella tradizione melodica italiana https://www.youtube.com/watch?v=0vj26bTTl-Y, “Papaveri e papere” l’evergreen dell’edizione, una canzone allegra e divertente https://www.youtube.com/watch?v=1a1GYZZt8Vw e “Il valzer di Nonna Speranza”, canzone nostalgica. Proprio la seconda classificata fu una delle prime canzoni italiane a sfondare all’estero con cover incise da Bing Crosby, Eddie Costantine e Ives Montand.

La terza edizione del 1953 iniziò ad acquisire una maggiore professionalità. Le orchestre diventarono due, a quella di Cinico Angelini presente già nelle prime due edizioni se ne aggiunse una seconda di Armando Trovaioli.

Il numero di cantanti salì a dieci, a riprova che il Festival stava iniziando a diventare un appuntamento di rilievo. Dopo un bis di Nilla Pizzi a vincere questa volta è un’altra cantante emiliana, la ferrarese Carla Boni con la melodica “Viale d’autunno” https://www.youtube.com/watch?v=yuALVGQK7fA , la Boni ottenne anche l’applauso più lungo della storia del Festival ben tre minuti e cinque secondi. La Pizzi si dovette “accontentare” del secondo posto con “Campanaro”. Diverse canzoni ottennero un buon successo di pubblico, da “Lasciami cantare una canzone” di Achille Togliani a “Vecchio scarpone” di Gino Latilla fino a “Papà Pacifico” del Quartetto Stars. Presentatore fu ancora una volta Nunzio Filogamo.

Nel 1954 la televisione partì ufficialmente in Italia, ma la RAI non credeva ancora del tutto al Festival, che continuò ad essere trasmesso solamente via radio. Per la quarta edizione consecutiva al timone della kermesse vi è Nunzio Filogamo. I cantanti salgono da dieci a dodici, ormai è gara vera. Fa il suo esordio il primo cantante napoletano, Franco Ricci.

A riprova del successo sempre maggiore del Festival vi fu il pubblico molto numeroso. Fecero il loro esordio i fiori sul palco, destinati a diventare un simbolo del Festival stesso.

A vincere la gara fu Gino Latilla con la malinconica “Tutte le mamme” https://www.youtube.com/watch?v=qAQfRG_wgiA, diventando così il primo cantante a vincere dopo tre successi femminili. La canzone di maggior successo fu però “E la barca tornò sola” di Franco Ricci https://www.youtube.com/watch?v=Ua-aWscwgsQ, tipico brano struggente del decennio. Altri brani da ricordare “Canzone da due soldi” di Achille Togliani, “Aveva un bavero” del Quartetto Cetra e “Cirillino ci” di Carla Boni https://www.youtube.com/watch?v=MLgYirQMPrs, recentemente riportata alla ribalta da un noto sito come uno dei pezzi più assurdi della storia del Festival!

La quinta edizione del 1955 vede finalmente arrivare le telecamere della RAI, anche se limitate alla sola serata finale. A presentare è Nunzio Filogamo per la prima volta con una valletta, Maria Teresa Ruta, zia ed omonima dell’attuale presentatrice.

Il numero di cantanti raggiunge il record di quindici e per la prima volta c’è l’intermezzo di un ospite d’onore, il cantautore Odoardo Spadaro che recitò i testi delle prime tre classificate.

In questa edizione viene definitivamente lanciato un cantante destinato a diventare un ambasciatore della canzone italiana nel mondo: Claudio Villa. Il cantante romano trionfa infatti con “Buongiorno tristezza” https://www.youtube.com/watch?v=NQIcJLfC-H8 uno dei pezzi più cupi nella storia del Festival («Piangono le foglie gialle tutte intorno a me»). Secondo è Tullio Pane, cantante napoletano con “Il torrente”, terzo il genovese Natalino Otto con “Canto nella valle”. Grande successo, oltre che per la canzone vincitrice (che diventò soggetto di uno dei primi “musicarelli” all’italiana) per “Incantatella” https://www.youtube.com/watch?v=LwEMDgtBass diventato il cavallo di battaglia del suo interprete Narciso Parigi (conosciuto soprattutto per essere l’autore dell’inno della Fiorentina Calcio).

Il 1956 è forse l’edizione più interessante del decennio. Le case discografiche si lamentarono del fatto che il Festival stava diventando sempre più dei cantanti a discapito delle canzoni. La RAI decise così di tornare all’antico ed organizzò, senza saperlo, il primo talent show della storia, organizzando un concorso per voci nuove a cui si presentarono in cinquemila (!) da tutta Italia per appena sei posti.

I sei fortunati furono Luciana Gonzales da Genova, Clara Vincenzi da Mantova, sorella del calciatore Guido di Inter e Reggiana, Tonina Torrielli da Serravalle Scrivia, Franca Raimondi da Monopoli Ugo Molinari da Bologna e Gianni Marzocchi anch’egli bolognese.

Cambiò il presentatore, al posto di Nunzio Filogamo vi fu l’attore Fausto Tommei, già interprete di diverse commedie dell’epoca dei “telefoni bianchi”.

Il Festival venne vinto dalla barese Franca Raimondi con una canzone diventata evergreen “Aprite le finestre” https://www.youtube.com/watch?v=BCWxPilk3KE un inno alla primavera in una Sanremo imbiancata da una nevicata passata alla storia. Buon successo di vendite per “Amami se vuoi” di Tonina Torrielli https://www.youtube.com/watch?v=9BAhg5ImIG4 e “La colpa fu” di Ugo Molinari https://www.youtube.com/watch?v=SuX9ssxkyzs.

Sempre nel 1956 nacque a Lugano l’Eurovision Song Festival, l’Italia partecipò con le prime due classificate. A vincere fu la Svizzera con Lys Assia.

La rivoluzione dell’anno precedente non venne compresa però dal pubblico, desideroso di vedere i cantanti famosi. Nel 1957 si tornò così al Festival classico, tornò presentatore Nunzio Filogamo (per l’ultima volta), affiancato da due vallette, le attrici Marisa Allasio e Fiorella Mari, anticipando di quasi trent’anni l’idea di Pippo Baudo.

Ben diciassette i cantanti in gara per diciannove brani, con accoppiamenti in alcuni pezzi.

Vince per la prima volta un cantante partenopeo, Nunzio Gallo, con il pezzo “Corde della mia chitarra” https://www.youtube.com/watch?v=3Ofli5AZpq4, noto per essere uno dei più lunghi di sempre, ben cinque minuti e nove secondi. Al secondo posto Claudio Villa con “Usignolo” https://www.youtube.com/watch?v=JJz44Pp9cQ0, al terzo Tonina Torrielli con “Scusami” https://www.youtube.com/watch?v=rzycuiHiBr8. In questa edizione Gloria Christian e il Duo Fasano portano al successo un pezzo conosciuto ancora oggi “Casetta in Canadà” https://www.youtube.com/watch?v=K10RhZ6Ud-I con il suo testo alquanto surreale.

L’ottava edizione del 1958 confermò l’importanza del Festival di Sanremo nella canzone italiana. A presentare furono l’attore sardo Gianni Agus (indimenticabile nel ruolo del tremendo capoufficio di Paolo Villaggio in diversi sketch) e Fulvia Colombo, annunciatrice nota per essere stata colei che quattro anni prima annunciò la partenza delle trasmissioni ufficiali.

Il Festival vide la vittoria di Domenico Modugno con l’evergreen “Nel blu dipinto di blu”https://www.youtube.com/watch?v=LNOfTnv-3BY , l’interprete pugliese fu il primo cantautore a vincere la kermesse. Al secondo posto un altro pezzo da novanta della canzone italiana e un altra evergreen, Nilla Pizzi con “L’edera” https://www.youtube.com/watch?v=L4zF_cZqRmE. La sfida Modugno-Pizzi andò avanti per mesi, con le due canzoni in cima alle vendite, con rivincita della cantante bolognese a Canzonissima.

Le altre diciotto canzoni? Finite in gran parte nel dimenticatoio, un discreto successo lo ebbe Aurelio Fierro con “Timida serenata” https://www.youtube.com/watch?v=trQueC-a_z8.

Nel 1959 il Festival di Sanremo è ormai, grazie al successo delle ultime due edizioni, un evento internazionale. Cambia il presentatore, con l’esordio di Enzo Tortora, uno dei conduttori più popolari della RAI affiancato da Adriana Serra, ex Miss Italia diventata attrice e presentatrice.

A vincere fu “Piove” https://www.youtube.com/watch?v=EkXXP3Eo9nU eseguita nella doppia interpretazione melodica di Domenico Modugno e in quella moderna di un ventunenne Johnny Dorelli, cantante milanese che venne definitivamente lanciato nel mondo dello spettacolo. Molte le canzoni di successo di pubblico e di vendite da “Io sono il vento” di Arturo Testa https://www.youtube.com/watch?v=jJpRMJiUzjw a Tua” di Jula De Palma https://www.youtube.com/watch?v=CSirpxAjbt4 fino a “Nessuno” portata al successo da Wilma De Angelis https://www.youtube.com/watch?v=AemYK83u9lg, destinata a diventare uno dei classici della canzone italiana.

Fu la prima edizione in cui intervenne la censura, in particolare la canzone vincitrice , con una grande immaginazione da parte dei censori, venne accusata di parlare delle “case chiuse” da poco vietate, mentre Jula De Palma creò scandalo per l’abito esageratamente attillato e l’interpretazione considerata sexy!

Finisce il primo decennio del Festival, l’edizione del 1960 si presenta con grandi aspettative. Cambia l’organizzazione, con la direzione artistica di Ezio Radaelli, che da lì a poco creerà il Cantagiro.

Per la prima volta diventa evidente lo “scontro” tra la canzone melodica tradizionale e i nuovi generi musicali importati dall’estero.

A presentare il Festival del decennale sono l’attore Paolo Ferrari affiancato da una giovanissima Enza Sampò.

A vincere è per la prima volta un personaggio dello spettacolo a tutto tondo: cantante, attore, comico e paroliere ovvero Renato Rascel, rappresentante della romanità per eccellenza. Rascel con “Romantica” https://www.youtube.com/watch?v=v09rRFppOzk vince, un po’ a sorpresa il Festival ma la canzone diventò un grande successo. Altri pezzi significativi furono “Il mare” di Sergio Bruni https://www.youtube.com/watch?v=um0We0vSx-w, campione di vendite soprattutto grazie al pubblico del Mezzogiorno e in particolare “Quando vien la sera” di Wilma De Angelis https://www.youtube.com/watch?v=kKe41OtQqbw. Buoni riscontri anche per i veterani Domenico Modugno con “Libero” e Nilla Pizzi con “Colpevole”.

Finisce così il primo decennio del Festival, si aprono così gli anni Sessanta, quelli di maggior successo della kermesse e gli anni di grande trasformazione nella musica italiana ma non solo.

Magazine cucina – le frittelle di mele

Le frittelle di mele sono il dolce tipico del continente nord-americano, al punto che la Disney nel 1975 realizzò un film di successo dal titolo “La banda delle frittelle di mele. Ma questo dolce, semplice e gustoso, si è diffuso anche in Europa ed è uno dei più popolari, specialmente per i bambini.

Ingredienti per quattro persone:

  • 125 grammi di farina
  • 2 mele
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • ½ bustina di lievito per dolci (8 grammi)
  • succo di un limone
  • 1 pizzico di sale
  • olio di arachidi per friggere
  • zucchero a velo
  • cannella (a piacere)

Preparazione:

Sbattete in una terrina l’uovo con il latte, lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungete la farina setacciata con il lievito, amalgamate il tutto e lasciate riposare la pastella per circa trenta minuti.

Sbucciate le mele e privatele del torsolo, servendosi dell’apposito attrezzo. Tagliatele quindi a fette di circa un centimetro, mettetele in una ciotola e irroratele con il succo di limone. Passate le mele nella pastella e friggetele in abbondante olio caldo finché non saranno dorate da ambo i lati.

Una volta cotte, adagiate le frittelle su carta assorbente in modo da eliminare l’olio in eccesso. Spolverizzate le frittelle ancora calde di zucchero a velo e, se di gusto, anche di cannella e servite.

Magazine cucina – crostata di crema e pinoli

Questa crostata è un dolce tradizionale con un guscio di frolla e un cuore cremoso, perfetto come dessert della domenica

Portate a ebollizione il latte con la scorza di un limone. Sbattete a spuma 5 tuorli con 90 g di zucchero semolato poi incorporate 70 g di farina. Unite il latte a filo e mettete la pentola su fiamma bassa mescolando continuamente. Al primo cenno di bollore spegnete e incorporate 15 g di burro.

Setacciate la restante farina sulla spianatoia insieme al lievito, unite il burro tagliato a pezzetti, lavoratelo brevemente e unite il sale, la scorza grattugiata dell’altro limone, lo zucchero semolato rimasto, 2 tuorli e l’uovo. Impastate brevemente e velocemente gli ingredienti. Appena avrete ottenuto un composto omogeneo, formate un panetto, avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare per circa mezz’ora in frigorifero.

Stendete quasi i due terzi della pasta di uno spessore di 5 mm e rivestite la tortiera (foderata con carta da forno) rialzando i bordi di quasi tre dita. Bucherellate la pasta e versate sopra la crema ormai fredda. Stendete la pasta rimasta, ricoprite la superficie della torta e unite bene i bordi pizzicandoli.

Cospargete sopra i pinoli precedentemente fatti ammorbidire in acqua per 10 minuti e premete con il palmo della mano affinché penetrino leggermente nella pasta. Cuocete in forno già caldo a 180°C per 40-50 minuti. Lasciate raffreddare.
Spolverizzate con lo zucchero a velo rimasto.

INGREDIENTI


– 470 g di farina più quella per infarinare
– 260 g di zucchero semolato
– 175 g di burro
– 70 g di pinoli
– 7 tuorli e 1 uovo
– 7 dl di latte
– 2 limoni non trattati
– 1/2 bustina di lievito vanigliato
– 1 cucchiaio di zucchero a velo vanigliato
– 1 pizzico di sale


INFORMAZIONI AGGIUNTIVE


Tipo portata: dolci
Esecuzione: Media
Preparazione: 60 min.
Cottura: 120 min.

Escursione sui paesaggi innevati a Sassello

Nevica a dirotto sui monti dell’Appennino Ligure-Piemontese. Quale occasione migliore quindi per fare un’escursione per godersi la quiete del paesaggio imbiancato dalla neve con un’escursione organizzata dal Parco del Beigua-UNESCO Global Geopark?

Appuntamento domani presso il Centro Visite del Parco del Beigua a Palazzo Gervino di Sassello alle ore 14:00 con un’escursione sulla neve adatta a tutta la famiglia. Alla fine del pomeriggio ci sarà una visita al Beigua Docks, per scoprire tutte le eccellenze enogastronomiche della famiglia “Gustosi per natura” marchio del Parco del Beigua.

La prenotazione è obbligatoria entro le ore 19:00 telefonando al numero 393-9896251 (Guide Cooperativa Dafne). Il costo dell’escursione è di 6 Euro a persona e c’è la possibilità di noleggiare le racchette da neve contattando preventivamente le guide, il costo è di 5 Euro fino ad esaurimento disponibilità.

Il campionato invernale delle deive a Varazze

In programma domenica 3 febbraio a Varazze la terza giornata della terza edizione del “Trofeo Invernale Varazze”, competizione riservata a tutte le derive (escluso Optimist), organizzata dalla locale sezione della Lega Navale Italiana con il patrocinio della città di Varazze e la collaborazione di Marina di Varazze e del Comitato Lanzarotto Malocello.

Il Trofeo sarà assegnato con almeno 5 prove valide. Per ogni prova sarà stilata una Classifica Overall con la formula di Portsmouth. A fine manifestazione sarà redatta una classifica generale per ogni singolo atleta partecipante.

Date regate (Il programma è articolato su 10 prove, 5 giornate con eventuale giornata di recupero.): 28/10/2018, 16/12/18, 03/02/2019, 24/02/19, 10/03/19 e 24/03/19 (eventuale giornata di recupero).

Le istruzioni di regata sono a disposizione dei concorrenti in segreteria e sul sito internet del circolo.

Premi: Verranno premiati i primi 3 classificati della classifica generale ed i primi classificati delle categorie: juniores, senior, master, grandmaster e femminile.

Logistica: Alle imbarcazioni provenienti da circoli esterni, sarà permesso il ricovero dell’imbarcazione presso l’area di sosta a terra solo dal giorno precedente la prima giornata di regata fino a 15 giorni dal termine della manifestazione.

L’iscrizione è aperta per tutto il “Trofeo Invernale Varazze” a partire dal 10/10/18 e comporta una quota di:

• 50 Euro ad atleta in caso d’iscrizione a tutte le prove del Trofeo Invernale 2018-2019.

• 15 Euro in caso d’iscrizione per una sola giornata (compresa la giornata di recupero).


Il Sindaco di Novi Ligure Rocchino Muliere traccia il bilancio di fine mandato

Intervista a tutto campo con il primo cittadino in vista delle elezioni amministrative

Parte da oggi, con un’intervista esclusiva di Limonte News a Rocchino Muliere, Sindaco di Novi Ligure, il giro di interviste ai primi cittadini dei comuni che saranno chiamati al voto alla fine di maggio. Non potevamo non iniziare con il più importante di essi.

«Il nuovo anno si è aperto – ha sottolineato il Sindaco Rocchino Muliere – con quella che rappresenta l’assoluta priorità per Novi, ovvero la situazione della Pernigotti» esordisce Muliere, un anno che vedrà però diverse novità positive per la città «Quest’anno celebreremo tre importanti ricorrenze legate al mondo dello sport: il centenario della nascita di Fausto Coppi, il centenario della prima vittoria al Giro d’Italia di Costante Girardengo ed i cent’anni di fondazione della Società Calcistica Novese. Questi eventi – fa presente il primo cittadino – saranno ovviamente celebrati con la giusta rilevanza».

Passando alle questioni strettamente cittadine Muliere ha fatto presente che a gennaio è stato firmato il protocollo d’intesa tra Rete Ferroviaria Italiana, Regione Piemonte e Comune di Novi Ligure per la riqualificazione dell’area logistica di San Bovo «Quest’area – sottolinea il Sindaco Muliere – riveste una notevole importanza, in quanto lo scalo novese diventerà un punto di riordino per i traffici provenienti da Genova e dai porti limitrofi, in sinergia con i retroporti e gli impianti ferroviari di supporto esistenti».

Il mese di gennaio ha visto anche l’accordo tra il Gruppo Acos e Open Fiber, con la fibra ottica ultralarga arrivata in tutto il territorio comunale «Per il momento i lavori sono stati eseguiti nel centro ma a breve verrà coperta tutta la città comprese le zone periferiche».

Capitolo lavori pubblici, il Comune ha deciso interventi di ripristino dei marciapiedi e delle strade, la ristrutturazione dei vespasiani di Viale Saffi e l’implementazione dell’illuminazione pubblica, nonché interventi sui parchi giochi pubblici e le aree scuola, con il ripristino dell’area sportiva nel Quartiere G3 con campi da gioco per calcio e basket. Infine fiore all’occhiello è il nuovo automezzo specializzato, chiamato il “Tappabuche” per il ripristino del manto stradale.

Muliere ci parla della vendita della Farmacia Comunale «Abbiamo investito gli introiti derivanti dalla sua vendita per le scuole cittadine, con interventi di messa in sicurezza degli edifici e – prosegue il Sindaco – sempre grazie ai proventi della vendita abbiamo attivato il primo “housing sociale” a Novi Ligure a Villa Zucca, con la realizzazione di quattro appartamenti riservati a giovani coppie ed anziani».

Ritornando al capitolo sport sono stati diversi gli interventi dell’Amministrazione Comunale che hanno interessato gli impianti sportivi, dal nuovo campo da calcio e rugby in località San Marzano fino alla ristrutturazione della copertura del Palazzetto dello Sport.

Un tema molto sentito a Novi Ligure e dintorni è sicuramente quello relativo ai lavori per il Terzo Valico dei Giovi «abbiamo firmato una Convenzione tra il Comune, la Provincia, il Commissario straordinario del Governo e Rete Ferroviaria italiana per un progetto condiviso di sviluppo del territorio per valorizzare le opportunità legata alla linea del Terzo Valico dei Giovi. RFI – sottolinea Muliere – erogherà al Comune di Novi Ligure un contributo pari ad un milione di Euro lordi che serviranno per la riqualificazione delle zone del Basso Pieve, della frazione Merella e della frazione Barbellotta».

Passiamo poi a domandare al Sindaco cosa è stato fatto dal Comune in materia di cultura «Lo scorso anno abbiamo organizzato e promosso un calendario di attività culturali e di intrattenimento importanti. Abbiamo realtà ormai consolidate come la Torre di Carta, il Festival Marenco, la rassegna TeaLtro ed il Teatro Ragazzi a cui abbiamo aggiunto novità di successo quali il Festival delle Conoscenze e Girolibrando, che hanno riscontrato un ottimo consenso di pubblico». Attenzione alla cultura che, come ci spiega il Sindaco Rocchino Muliere, si è rivolta anche alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale «Tra il 2017 ed il 2018 il Comune è intervenuto per i lavori di restauro dell’Oratorio della Santissima Trinità, avvenuto grazie anche ai contributi della Fondazione Compagnia di San Paolo e della Cassa di Risparmio di Torino. Mentre per quanto riguarda il Teatro Romualdo Marenco, malgrado alcuni rallentamenti, il lavori di ristrutturazione stanno andando avanti».

Concludiamo l’intervista parlando dell’ambiente, settore su cui l’amministrazione di Rocchino Muliere ha puntato molto «Abbiamo coordinato attività per incentivare l’uso razionale dell’energia e l’ottimizzazione energetica delle strutture pubbliche – fa presente il Sindaco – abbiamo proseguito con il monitoraggio ed il controllo per il risanamento della qualità dell’aria e stiamo andando avanti per modificare il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. A breve partiremo con il sistema di raccolta porta a porta al fine di arrivare ad una percentuale di raccolta differenziata soddisfacente».

Alessandria e l’agricoltura del futuro

Viabilità dei mezzi agricoli, risarcimento dei danni da avversità meteo, opportunità e progetti di filiera sono stati i temi fondanti dell’assemblea dei soci Cia della zona di Alessandria svolta in Camera di Commercio lo scorso lunedì. Erano presenti, oltre ai responsabili e ai dirigenti dell’Organizzazione, il presidente di Condifesa Alessandria Stefano Pareti, l’assessore al Commercio del Comune Mattia Roggero, il vicepresidente della Provincia Federico Riboldi, che si è soffermato sul nuovo regolamento della fauna selvatica e sulla situazione caccia negli ATC (400 gli incidenti denunciati lo scorso anno, ma la stima è per difetto), annunciando lo svolgimento a breve degli Stati Generali per la tematica discussa. A portare la sintesi dell’impegno politico, anche attraverso  le segnalazioni della Cia, l’onorevole Riccardo Molinari che ha spiegato le azioni di opposizione del Parlamento ai tagli alle Politiche agricole dell’UE e la soddisfazione per l’istituzione dei dazi sul riso proveniente dalla Cambogia, e il consigliere regionale Paolo Mighetti, che ha evidenziato l’impegno dell’emanazione del Testo Unico dell’Agricoltura in Regione e l’attesa per il prossimo PSR.

La relazione del presidente di Zona Cia Massimo Ponta  ha fatto emergere l’impegno sindacale dell’Organizzazione sul fronte della presenza ormai incontrollata della fauna selvatica, con la manifestazione prevista il prossimo 18 febbraio in Regione a Torino, e la necessità di rivedere il piano viabile della tangenziale, il cui accesso è interdetto ai mezzi agricoli che devono quindi transitare in città (nei pressi dell’Ospedale) per raggiungere i raccordi.

Sulle polizze assicurative da maltempo, Pareti ha spiegato che è stato erogato il 58% dei contributi attesi dal mondo agricolo nel 2018; piccole quote sono ancora da saldare relative agli anni precedenti. Nel 2018 sono stati quantificati 1.5 milioni di euro per danni da grandine, pioggia e vento forte. L’assessore Roggero ha valorizzato il ruolo dell’agricoltura nel tessuto economico cittadino attraverso la presenza delle filiere corte (due i mercati inaugurati da Cia lo scorso anno, in piazza Ceriana il giovedì e piazza della Libertà il mercoledì), mentre Paolo Viarenghi, direttore di Area Vasta Cia e responsabile Politiche del Lavoro, ha informato gli associati riguardo la richiesta Cia di abrogare il decreto attuativo della revisione delle macchine agricole,  che prevede le stesse regole di manutenzione per trattori e rimorchi alla stregua delle comuni autovetture. Infine, attenzione particolare anche alle attività fiscali con l’introduzione della fatturazione elettronica, per cui la Confederazione ha già avviato i corsi di formazione per gli associati.

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