IL CECE DELLA MERELLA, LA PRIMA ASSEGNAZIONE DE.CO. DI NOVI LIGURE

Il cece di Merella è una leguminosa coltivata da oltre un secolo all’interno del territorio comunale di Novi Ligure e in particolare in frazione Merella e grazie alle caratteristiche del terreno si è riusciti ad ottenere legumi di elevata qualità e pregio.

Cece, Cicer arietinum, è una pianta erbacea annua, famiglia delle leguminose: dicotiledoni, originaria del vicino Oriente coltivata fin da tempi remotissimi per ottenere granella commestibile (i ceci). La frazione Merella, ubicata nella plaga della Frascheta compresa fra Serravalle, Novi e Pozzolo, ma inserita nella parte più ampia che si estende fino a Marengo, facente parte dell’Antica boscaglia dissodata e messa a coltura dai frati Cistercensi, rappresenta in ambito locale terreno ideale per la coltivazione del cece. Oltre ad altre colture che più si addicono ai terreni ghiaiosi, poco fertili e difficilmente irrigui, è proprio il cece che qui viene coltivato da tempo immemorabile tanto che, ancora a metà dell’Ottocento, si pagava “la giornata di un uomo a soldi 20 (1848) – scesi a 14 nel 1849 – per zappare fave e ceci”. Produzioni che servivano appena a soddisfare l’auto consumo delle famiglie contadine.

Le schiacciate di farina di ceci erano note ed apprezzate in tutto il bacino mediterraneo dai tempi antichi. Greci e Romani riconoscevano ai ceci, oltre alle qualità gastronomiche, notevoli proprietà dietetiche. In effetti, rispetto agli altri legumi, i ceci hanno un contenuto di grassi leggermente superiore, ciò che li rende altamente energetici, ma anche morbidi e gustosi.

IN CUCINA

Prima di cucinarli vanno messi a bagno in acqua fredda per almeno 24 ore (l’acqua va cambiata spesso) e la cottura va protratta per circa due ore (è importante che il legume secco sia… fresco).

Oltre alle preparazioni tradizionali, alle minestre e alle zuppe diffuse in Italia, i ceci si possono lessare e servire come contorno (tiepidi, con olio e pepe), frullati si trasformano in purè, ma anche in ripieno di ravioli. Con i gamberetti diventano un antipasto chic e “in”

1) ZUPPA DI CECI (Süpa ‘d sái∫ri) = Occorrono ceci di buona qualità, di facile cottura (ceci della Merella). Metterli in una casseruola, la sera prima dell’utilizzo, coperti da un telo cui sarà cosparsa una cucchiaiata di cenere di legna. Versarvi sopra acqua molto calda così da coprirli interamente. Il giorno successivo togliere il telo con la cenere e l’acqua in cui sono immersi i ceci.  Risciacquarli bene e sfregarli per togliere loro la buccia. Porli sul fuoco in una pentola con tanta acqua da coprirli. Quando i ceci sono quasi cotti, preparare un battuto di cipolla, sedano, carota, cardo e funghi secchi, il tutto ben tritato, farlo rosolare in abbondante olio quindi aggiungervi della salsa di pomodoro sciolta in acqua e delle bietole tagliate sottili. Gettate tutto nella stessa pentola dove farete terminare di cuocere i ceci.

Vi si possono cuocere insieme pasta o tagliatelle oppure si può servire con pane abbrustolito.

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