HALLOWEEN, CURIOSITA’ E CONSIGLI – TUTTI LA CONOSCONO MA CHI CONOSCE LA SUA STORIA?

La domanda più gettonata in questi giorni è sicuramente: “Ma quindi, quest’anno non si può fare niente ad Halloween?” È vero, le nuove misure decise dal Governo hanno temporaneamente interrotto tutte le idee e i progetti che avevamo in mente per questo fine settimana. Halloween però, non è soltanto la festa di “dolcetto o scherzetto”, giornata in cui, negli ultimi anni, ci eravamo abituati a vedere le strade piene di bimbi travestiti da fantasmi, streghe, maghi e mostri, con i mano cestini e recipienti pronti per essere riempiti dai vicini di casa o dai commercianti di quartiere di ogni tipo di prelibatezza. È una ricorrenza che ha origini ben più remote rispetto a quello che pensiamo.

Facciamo un salto indietro.

Halloween è una festa di origine americana?

No, è di origine celtica. Gli studiosi pensano che Halloween tragga origine dalla festa celtica di “Samhain”, termine che in gaelico antico riporta alla fine dell’estate, “Samhuinn”, momento dell’anno che indicava appunto la fine della stagione dei raccolti e l’inizio dell’inverno. Era la festa più importante per queste popolazioni, perché rappresentava un punto di passaggio avente come obiettivo quello di mettere da parte tutte le provviste possibili per il superamento del freddo invernale di quelle zone. Il tema principale della festa era la morte, parallelamente a ciò che stava avvenendo in natura.

I Celti credevano che la notte del 31 ottobre (vigilia del nuovo anno secondo il loro calendario in uso 2.000 anni fa) Samhain chiamasse a sé tutte le anime dei defunti affinché potessero tornare, solo per una volta durante l’anno, nel mondo dei vivi, unendosi a loro e vagando sulla Terra fino al sorgere del sole. Durante la notte le persone si radunavano nei boschi per accendere fuochi sacri e effettuare sacrifici animali, al loro ritorno lasciavano fuori dagli usci delle pietanze per le anime dei defunti, che potendo rifocillarsi in serenità, non avrebbero disturbato il riposo dei vivi.

Perché allora, nell’immaginario collettivo, Halloween è considerata una festa americana?

Molte volte la risposta è più semplice di quello che pensiamo: la grande carestia che colpì l’Irlanda tra il 1845 ed il 1849 provocò una corposa emigrazione verso il nuovo mondo. La comunità irlandese che si formò negli Stati Uniti riuscì a mantenere vive le tradizioni della loro patria, e tra esse ovviamente figurava la festa di Halloween. Essa perse, anno dopo anno, tutte le sue connotazioni religiose e rituali e diventò, col tempo, una festa di carattere nazionale dedicata solo al divertimento, per la quale, secondo un report della National Retail Federation (NRF), nel 2019 sono stati spesi circa 8,8 miliardi di dollari tra addobbi, costumi, caramelle e festeggiamenti.

Non fate l’errore di pensare che sia una festa desiderata solo dai più piccini: appena l’estate finisce, infatti, sono gli adulti che iniziano a preparare le vetrine dei loro negozi, a intagliare zucche, ad addobbare le loro case, a cucinare i costumi dei loro bimbi e a cucinare dolcetti di tutti i tipi… In vista della notte più spaventosa dell’anno!

In Italia ci sono delle tradizioni popolari simili?

In Friuli Venezia Giulia e in Veneto era solito intagliare la zucca a forma di teschio e, soprattutto in Friuli, era diffusa una tradizione simile a quella di “dolcetto o scherzetto” ma in altri periodi dell’anno, come durante il Carnevale o le festività natalizie, e i bambini si muovevano di casa in casa recitando filastrocche con l’augurio di far accedere al paradiso tutti coloro che donavano dolcetti, frutta secca o piccoli doni.

In Emilia Romagna, specialmente nel capoluogo, si preparano “le ossa dei morti”, ovvero dolci di pasta di mandorla aromatizzata a forma di ossa; la tradizione vuole chi li mangia sia protetto dalla rigidezza dell’inverno.

In Sardegna vi è la tradizione antichissima che porta i bambini di casa in casa chiedendo doni per le anime dei morti: “Carchi cosa pro sas animas!”, letteramente “Qualcosa per le anime”.

Anche la Puglia è ricca di tradizioni legate a questo periodo dell’anno; a Massafra ad esempio, gli anziani raccontano che la notte del 31 ottobre le anime lasciano il cimitero e raggiungono le chiese per celebrare la messa e se incontrano qualcuno per strada lo portano con sé. A San Nicandro Garganico il 1 novembre i bambini bussano alle porte dei loro vicini recitando “Damm l’anma i mort, ca snnò t sfasc la porta!” (“dammi l’anima dei morti altrimenti ti butto giù la porta”). A Orsara di Puglia nella notte tra il 1 e il 2 novembre si celebra la notte del “fucacost”, ovvero si accendono dei falò davanti ad ogni casa volti a illuminare la strada alle anime dei defunti e si mangia in compagnia la carne cucinata sulla brace. Nelle città della Daunia infine, si regalano ai bimbi delle calze ricche di caramelle e cioccolata, che vengono poi appese vicino ai loro letti e nella notte tra il 1 e il 2 novembre vengono benedette dagli spiriti dei famigliari morti.

Quali sono i simboli principali di questa festa?

Al primo posto troviamo sicuramente la zucca intagliata e non vi spaventate: realizzarne una insieme ai vostri bimbi, come vedremo tra poco, è più semplice di quello che pensiate.

I pipistrelli sono un simbolo la cui origine risale ai tempi dell’antica festa celtica di Samhain: i fuochi accesi dalle popolazioni attiravano molti insetti volanti di cui i pipistrelli erano ghiotti.

Un altro carattere distintivo di Halloween è la presenza dei gatti neri e delle streghe, motivo per cui questa festa viene anche chiamata “la notte delle streghe”.

Fantasmi e scheletri sono la componente che più di tutte rispecchia la tradizione celtica, notte in cui, ricordiamo, si pensava che il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliasse e che quindi era possibile incontrare le anime dei defunti vagabondare in cerca di pace.

Siete dei veri appassionati? Non può mancare sul vostro vialetto o sul vostro terrazzo un bel spaventapasseri…! In rete troverete tantissime idee per realizzarne uno (o più!).

È complicato realizzare una decorazione con la zucca?

Impossibile non è, ma come per tutte le cose, bisogna essere precisi e attenti.

Innanzitutto munitevi di una zucca tonda sana, senza ammaccature né parti rovinate, di dimensioni medie, con la buccia il più sottile possibile: questo aspetto è fondamentale per riuscire ad intagliarla senza troppi problemi. Se alla vista di decine di varietà diverse di zucche siete titubanti, fatevi consigliare dal vostro fruttivendolo di fiducia, che sicuramente vi darà la soluzione migliore. Per svuotarla senza romperla necessiterete di un coltello affilato per togliere la parte superiore, uno ben appuntito (o un taglierino) per inciderla secondo il disegno che avete pensato e di un cucchiaio per svuotarla.

Se volete fare un figurone con i vostri figli potete munirvi di uno dei set che trovate in commercio, come questo: https://www.amazon.it/QcoQce-Halloween-Professionale-Inossidabile-Strumenti/dp/B08CDLRGSB/ref=sr_1_4?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=1IW7PV1U2MSMF&dchild=1&keywords=set+intaglio+zucca&qid=1604071176&s=kitchen&sprefix=set+intaglio+%2Ckitchen%2C240&sr=1-4

Per l’illuminazione invece la soluzione migliore risulta essere quella di inserire al suo interno un lumino con base in metallo, più stabile di quelli sprovvisti e che impedirà di macchiare le pareti interne con la cerca. Se avete il timore di dar fuoco alla casa non preoccupatevi: in commercio esistono decine di tipologie di lampadine a led che possono fare al caso vostro. Dopodiché posizionatela dove più vi aggrada: sul davanzale di una finestra, sul terrazzo, all’ingresso o nel prato vicino casa. Date sfogo alla vostra fantasia!

Giulia A. Cordasco

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