alcuni dati sull’aumento dei contagi da covid in italia

Da diversi giorni quotidiani e telegiornali parlano dell’aumento dei contagi da Covid in Italia, i numeri ci parlano di un progressivo aumento dei casi positivi rilevati ogni giorno, se da una parte questo è innegabile dall’altra nessun media riesce a specificare nel dettaglio i casi, i dati più precisi sono tuttavia facilmente reperibili (in particolare in inglese) su internet.

Quanti controlli si fanno?:

Secondo il virologo Andrea Crisanti, direttore di Medicina dell’Università di Padova, in Italia si fanno pochi tamponi, senza commentare ecco i dati, reperiti dal sito OurWorldInData (www.ourworldindata.org) sul numero di test effettuati dai vari Paesi e le persone a cui sono fatti:

  • Thailandia 0,06 tamponi ogni 1000 abitanti
  • Messico 0,08
  • Indonesia 0,12
  • Ecuador 0,20
  • Guatemala 0,21
  • Filippine 0,30
  • Repubblica Dominicana 0,32
  • Sud Africa 0,35
  • Paraguay 0,41
  • Cuba 0,64
  • Ucraina 0,68
  • India 0,79
  • Italia 1,32

In tutti i Paesi sopracitati i test vengono fatti alla persona sintomatica e in alcuni casi ai famigliari della stessa, da noi sono test aperti a tutti, con categorie campione, anche agli asintomatici.

I ricoverati:

Più difficile reperire i dati riguardo ai ricoveri, ordinari e terapia intensiva in Italia, di solito limitati ai numeri, probabilmente per questioni di privacy, anche qui riguardo al sovraccarico degli ospedali bisogna ricordare che in Italia vengono ricoverati tutti mentre in molti Paesi non sono accettati nelle strutture pubbliche malati oltre gli ottant’anni di età o oltre i settanta affetti da patologie croniche.

Questione decessi:

Alcune regioni, in particolare la Liguria, l’Emilia Romagna e la Toscana pubblicano invece dati più dettagliati riguardo ai decessi, in Toscana (fonte “La Nazione”) un uomo di 86 anni ed una donna di 87, nelle Marche un uomo di 89 anni (fonte “Il Resto del Carlino”), cinque i decessi in Emilia Romagna, di età tra gli 87 ed i 100 anni (fonte “Il Resto del Carlino”). Quindi tutte persone molto anziane, ampiamente oltre l’aspettativa media di vita, che in tempi non sospetti sarebbero state classificate come decessi per cause naturali da vecchiaia.

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