PRESENTATO IL LIBRO DI GIAN PIETRO BERNUZZI “QUELLA SPECIE DI TRANI”

Uscito postumo, il libro autobiografico di Gian Pietro Bernuzzi “Quella specie di trani: una Milano che non c’è più” è stato presentato sabato 26 settembre 2020 presso la sala Juta di Arquata Scrivia, alla presenza dell’assessore alla cultura del comune di Arquata, Nicoletta Cucinella, del presidente ANPI Gian Luigi Pallavicini, della prof. Paola Romana, del prof. Natale Spineto, della famiglia e di un pubblico numeroso (nel rispetto delle normative sanitarie anticovid vigenti).

L’evento si è sviluppato in un crescendo di vivo interesse, di emozioni, di sentita condivisione. La prof. Paola Romana, amica di famiglia, nell’introduzione, ha costruito una panoramica efficace del testo “Secondo le intenzioni dello scrittore il racconto doveva limitarsi ai cinque anni di vita milanese, dall’inizio del lavoro al matrimonio, ma in realtà c’è molto di più: due mondi a confronto, il mondo contadino e la città più evoluta. L’ambiente in cui ha vissuto fino a quel momento e quello in cui andrà a vivere. Un contrasto stridente che Gian Pietro percepirà immediatamente, rendendosi conto della sua inadeguatezza.

I temi trattati: il lavoro, le amicizie, il trani ( bar simile a un’osteria di paese), indiscusso protagonista e molto altro. Senza il periodo di crescita e di maturazione milanese, non avremmo avuto il Bernuzzi lucido, umano e presente con cui ci siamo rapportati. E’ in queste pagine che si mette a nudo, con umiltà, modestia e sincerità. Coglie la discrepanza tra educazione ricevuta e la mentalità che sta cambiando, soprattutto in città”.

La presentazione, affidata al prof. Natale Spineto, è stata una chiacchierata, che ha subito creato una relazione con il pubblico. Nel raccontare la trama del libro, il relatore ha fatto conoscere l’autore, motivando il pubblico all’acquisto ( il ricavato sarà devoluto in beneficenza ) e catturando il suo interesse. La scrittura autobiografica è stato il gesto per consegnarsi alla vita che rinasce nella forma della storia, diventando un esercizio di prolungamento esistenziale.

Gian Pietro ha così letto dentro di sé, guardato altrove nel passato, nell’oggi, nel tempo per comprendere la propria identità. Ripercorre cinque anni della sua vita raccontandoli in maniera piana, accompagnata da un corredo fotografico. E’ stato detto : “ L’autore è qui , in mezzo a noi”. La sua autobiografia ne prolunga la vita nel tempo e nello spazio.

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