Il grido d’allarme e di dolore dello sport dilettantistico

Il mondo del commercio e dello sport, in particolare quello legato alle ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche) lanciano un grido dall’allarme e di dolore per il rischio concreto di non riuscire più a ripartire. Abbiamo intervistato Giampiero Montecucco, presidente del comitato CSAIn di Alessandria sulla situazione.

Qual è al momento la situazione delle società sportive dilettantistiche?

Un autentico disastro, ci sono società che utilizzano le strutture pubbliche e altre che utilizzano i capannoni di privati. Questi ultimi quotidianamente bussano alla porta di chi ha affittato i locali e chiedono il dovuto. Le società, con grandi sacrifici, hanno in questi anni portato avanti la loro attività sportiva, ora sono ferme da mesi, senza percepire nessun peculio versato dai praticanti per far fronte alle spese vive.

Quindi molte società completamente ferme e che temono di non riuscire a ripartire…

Purtroppo è così, oggi ammassano gli attrezzi in cantina e nei box di casa, con la prospettiva di chiudere definitivamente. Sarebbe logico invece trovare una quadratura, sospendere e alla ripresa appianare il vecchio poco per volta. Lo sport non è fatto solo dai pochi atleti famosi ma è invece un mondo composto da centinaia di migliaia di praticanti, dilettanti e non, che non ricevono compensi per la loro attività.

In questa situazione come giudica l’operato del Governo riguardo alle società sportive?

Disastroso anche qui, abbiamo ascoltato fiumi di parole, sia dal Governo che dal Ministro dello Sport, che hanno promesso aiuti concreti, con i bonus istruttori da marzo, poi prorogati ad aprile e maggio, tuttavia ormai siamo a giugno e questi bonus non sono mai arrivati. Si sente parlare di “piano di rilancio” ma non c’è nulla di concreto, questa politica sta facendo più danni all’Italia dell’epidemia a mio parere.

In conclusione cosa vorrebbe aggiungere?

Che finiscano le conferenze stampa con fiumi di parole che non hanno ne capo ne piede, diciamo una volta per tutte come stanno le cose, l’Italia deve rialzarsi, due giorni fa abbiamo celebrato il 2 giugno, Festa della Repubblica, per questo dico “leggiamo la Carta Costituzionale, l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro”.

3 commenti su “Il grido d’allarme e di dolore dello sport dilettantistico

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