Aggiornamento settimanale sull’evoluzione macroeconomica

Questa settimana ci concentreremo  sulle tematiche più rilevanti ai fini della evoluzione macroeconomica e dei mercati finanziari nelle prossime settimane e mesi; gli stessi temi  saranno costantemente oggetto di  monitoraggio, approfondimento e progressiva verifica.  

Il quadro che ne emerge è complesso ed articolato. 

  • La pandemia, al momento, pare avere esaurito la sua forza in Cina e, seppur in misura minore, in estremo oriente. L’Europa sta cercando una cauta ripresa delle attività, avendo ancora in corso l’infezione con numeri in progressiva riduzione. Gli Usa, nonostante un ostentato ottimismo, non sembrano ancora nella fase di rallentamento del contagio. 

I governi e le banche centrali hanno affrontato l’emergenza economica con misure espansive importanti  L’Europa ha difficoltà a trovare una strada condivisa di politica fiscale, mentre quella monetaria posta in essere dalla BCE ha trovato, questa settimana, l’ostacolo del pronunciamento della Corte Costituzionale tedesca .

  • Accordo sul Mes pandemico: tassi quasi a zero, no condizioni

La svolta dell’Eurogruppo. Prestiti per 240 miliardi con un margine dello 0,1 per cento e durata decennale. Disponibili dal 1° giugno, saranno destinati alle spese sanitarie dirette e indirette

Dopo un negoziato diplomatico durato un mese, i Paesi della zona euro hanno trovato ieri un accordo su linee di credito facilitate da parte del Meccanismo europeo di Stabilità, in modo da aiutare i Paesi che vorranno utilizzarlo a superare lo shock economico provocato dalla pandemia influenzale. Lo sguardo a questo punto corre all’attesa proposta della Commissione europea di un nuovo Fondo per la ripresa nel quadro del bilancio comunitario 2021-2027.

In pillole, l’accordo prevede che i prestiti abbiano «una durata massima in media di 10 anni». Quanto al tasso d’interesse, il comunicato specifica che si tratta di un costo minore rispetto a prestiti normali da parte del Mes. 

Il nuovo strumento sarà disponibile fino al dicembre 2022. 

I ministri hanno anche discusso la sentenza della Corte costituzionale tedesca che ha messo in dubbio la legittimità degli acquisti di debito della Banca centrale europea, malgrado il benestare della Corte europea di Giustizia che in questo ambito ha l’ultima parola. 

Le nuove linee di credito sono solo uno dei tasselli della risposta allo choc provocato dalla pandemia influenzale. Mentre la Banca europea degli investimenti ha promesso aiuti alle imprese, i Ventisette stanno negoziando uno strumento per finanziare la cassa integrazione nei vari Paesi (Sure). Diplomatici ammettono che non sarà facile chiudere questa partita entro fine mese. Le garanzie governative per l’emissione di obbligazioni sono soggette a complesse autorizzazioni nazionali.

Parallelamente, la Commissione europea sta lavorando su un nuovo progetto di bilancio 2021-2027 che comprenda anche un Fondo per la Ripresa. La Francia intanto ha fatto circolare una sua proposta che prevede di finanziare la ripresa con un ammontare pari a 1-2% del reddito nazionale lordo, ossia 1000-2000 miliardi di euro, attraverso anche emissioni di debito da parte dell’esecutivo comunitario. Il meccanismo francese dovrebbe ricalcare quello su cui sta lavorando Bruxelles, anche se forse è più generoso

La principale riflessione riguarda l’orizzonte futuro di breve e medio periodo.

Quali scenari di ripresa possiamo ipotizzare? A V a U o, caso peggiore, a L?

Le fonti sono varie e, seppur con diverse percentuali, sono concordi per un parziale recupero del GDP, sia mondiale che delle diverse aree geografiche, entro la fine di quest’anno con un 2021 in decisa, forte crescita. 

Se guardiamo ai dati Cinesi che, relativamente alla pandemia, come abbiamo visto, precedono il mondo occidentale di almeno 40 giorni, le evidenze numeriche supportano queste ipotesi. 

La seconda riflessione riguarda piu’ da vicino l’Europa e i suoi organismi finanziari e politici

In queste ore sono arrivate le notizie dal consiglio europeo, chiamato a dare una risposta di supporto al finanziamento delle politiche fiscali dei singoli stati e il dibattito si e’ appena aperto. Nella settimana, invece, abbiamo avuto il pronunciamento della Corte Costituzionale Tedesca (DCC) sull’operato della BCE (ECB) ed in relazione a precedenti della Corte di Giustizia Europea (ECJ). 

Da un punto di vista tecnico sembra molto difficile che la Bce, in via indiretta per motivi di giurisdizione, non dimostri l’infondatezza delle osservazioni della Corte tedesca, ma è innegabile che questo passaggio dimostri, ancora una volta, la necessità di riavviare un processo di costruzione comune delle norme ma soprattutto dello spirito comunitario per adattarle ad un contesto mondiale profondamente mutato rispetto agli anni della sua fondazione.

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