Frutta e verdura, prezzi ancora alle stelle

Prezzi di frutta, verdura, latte e salumi ancora in crescita spinti dalla corsa agli acquisti degli italiani in quarantena e agli sconvolgimenti per le limitazioni dei consumi fuori casa avvenuti nel corso della Fase 1 conclusasi lunedì scorso.

L’analisi della Coldiretti sull’impatto delle chiusure sui prezzi dei prodotti alimentari evidenzia l’aumento dell’8,4% della frutta, del 5% della verdura, del 4,1% del latte e del 3,4% dei salumi nel corso del mese di aprile. Il tutto sottolinea Coldiretti in controtendenza con l’andamento dell’inflazione che nel mese di aprile si è azzerata.

A spingere in alto la spesa è stata soprattutto la paura di rimanere senza scorte, con la dispensa vuota, tutto ciò ha favorito l’acquisto di prodotti a lunga conservazione. Ad aumentare sono stati anche il prezzo della pasta, dei prodotti pronti, del burro, dei formaggi, dello zucchero, degli alcolici, delle carni, del pesce surgelato e dell’acqua minerale.

A pesare è stata anche la prolungata chiusura di ristoranti, bar e agriturismi e, in molte regioni, anche dei mercati rionali degli agricoltori che moltiplicano le offerte e ampliano la concorrenza, aumentando la possibilità di scelta dei consumatori. La situazione si è aggravata anche dai problemi nei trasporti, a causa della difficoltà dei camion a viaggiare a pieno carico sia all’andata che al ritorno con molte attività produttive che erano bloccate. Di conseguenza a questo quasi sei aziende ortofrutticole su dieci sono in difficoltà secondo l’analisi Coldiretti/Ixè che evidenzia anche la frenata delle esportazioni Made in Italy.

La chiusura forzata della ristorazione ha provocato infatti un effetto a valanga sull’agroalimentare nazionale, con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menù che sale fino a 5 miliardi per effetto del lockdown prolungato fino al primo giugno per questo settore.

Secondo una stima della Coldiretti il lungo periodo di chiusura sta pesando su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco e sui quali gravano anche le difficoltà all’esportazione con molti Paesi stranieri che hanno adottato le stesse misure di blocco alla ristorazione. La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus – conclude la Coldiretti – era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani per un valore di 85 miliardi di euro all’anno.

Frutta-e-verdura-di-stagione-a-Dicembre

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