“Italia al lavoro” la serie filatelica che raccontò artigianato e tradizioni

Nel gennaio del 1950 venne autorizzata una nuova serie di francobolli ordinari della Repubblica Italiana che andava di fatto a sostituire la serie chiamata “Democratica”, introdotta nel Regno d’Italia nell’autunno del 1943 sotto l’amministrazione Alleata e rimasta in vigore anche dopo il referendum della Repubblica, in quanto presentava simbologie neutre.

A partire dall’ottobre 1950 entrò in circolazione la nuovissima serie, la prima ufficiale della Repubblica, chiamata “Italia al lavoro”. Questa serie è ancora oggi considerata la più bella serie ordinaria mai emessa per la circolazione dalle Poste Italiane.

I soggetti della serie vennero realizzati dal pittore Corrado Mezzana, già disegnatore della serie Democratica, scelto personalmente dall’On. Angelo Raffaele Jervolino, ministro delle poste di allora.

Questi francobolli hanno tutti le stesse dimensioni ed un abbinamento lavoro-veduta, ed illustrano il volto dell’Italia attraverso le attività artigiane, distinguendosi da tante altre nazioni che scelsero semplici rappresentazioni agricole ed industriali. Ad ogni lavoro tipico si aggiunge un monumento oppure un luogo caratteristico di quella regione.

I francobolli ci danno oggi anche uno spaccato dell’Italia precedente al boom economico, in cui il regionalismo e le tradizioni locali erano ancora molto vive e dove esistevano lavori oggi quasi praticamente scomparsi o diventati attrazioni turistiche.

Molto belli, riguardo alle attività artigiane, sono il valore da 6 Lire dell’Abruzzo-Molise che raffigura due donne nei tipici costumi locali intente a lavorare al tombolo, con lo sfondo del borgo medioevale di Scanno e quello da 10 Lire della Calabria che rappresenta una tessitrice con lo sfondo del golfo di Gioia Tauro con i fichi d’India.

Dedicati al mare sono i valori da 15 Lire della Liguria, con un maestro d’ascia intento allo scalo con dietro il Castello di Rapallo e quello da 20 Lire della Campania con un pescatore alla sciabica con lo sfondo del Vesuvio e del Golfo di Napoli.

Molto belli i valori dedicati alle attività agricole, il francobollo da 25 Lire ci porta in Sicilia in cui compare una donna intenta a raccogliere le arance sullo sfondo del Monte Pellegrino, il valore da 30 Lire della Puglia dedicato alla vendemmia con una ragazza che porta un cesto d’uva davanti al celebre Castel del Monte, il capolavoro assoluto dell’architettura Sveva, il valore da 35 Lire della Basilicata vede due giovani donne intente alla raccolta delle olive con dietro il famoso Tempio greco di Metaponto. Molto interessante il francobollo da 40 Lire dedicato al Lazio, in cui compare la figura del carrettiere a vino, che dai Castelli Romani portava il vino nelle botti fino a Roma con sfondo della Cupola di San Pietro in lontananza e davanti l’acquedotto romano.

Splendido anche il pezzo da 50 Lire della Sardegna in cui un anziano pastore, abbigliato nei tradizionali abiti, porta le greggi al pascolo sullo sfondo dei nuraghi, il valore da 55 Lire è dedicato all’Umbria e vede il lavoro all’aratro con i buoi con dietro la magnifica Basilica di San Francesco di Assisi, la madre dell’Ordine Francescano.

La serie “Italia al lavoro” fu inoltre l’ultima in assoluto a tenere conto delle indicazioni dell’Unione Postale Universale di adottare colori specifici per ciascun valore, disposizione poi definitivamente abbandonata a partire dal 1952.

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