Le ricadute macroeconomiche della pandemia nel mondo e la ripresa

SITUAZIONE PANDEMIA E POSSIBILI RICADUTE MACRO ECONOMICHE STIMATE

L’evoluzione della pandemia in Cina suggerisce che i tempi per allentare le misure di contenimento siano di circa 40/50 giorni e che per iniziare il graduale ritorno alle attività ci voglio circa due mesi dalle prime misure di contenimento. Presumibilmente in Italia si potranno gradualmente riaprire le attività dopo Pasqua, negli altri paesi Europei circa 15 giorni dopo. La graduale riapertura sarà comunque caratterizzata da misure di contenimento ancora presenti e via via meno stringenti.

L’idea prevalente tra gli operatori é che nel giro di 3/6 mesi si possa tornare alla normalità.

RICADUTE MACRO ECONOMICHE STIMATE

Stiamo vivendo una crisi sociale ed economica generata da uno shock esogeno. Essendo questo un evento nuovo per i Paesi occidentali (non solo la paura per la pandemia ma anche i blocchi alla circolazione e alle attivita’ imposti da vari Paesi), c’è grande incertezza. Il “danno” immediato per l’economia molto probabilmente sarà ben superiore a quanto previsto solo due settimane fa dall’OCSE, che paventava un PIL globale in frenata dell’1,5% nel 2020. A giudicare ad esempio da i numeri di investimenti fissi in Cina (-24,5% a/a a febbraio), la fiducia delle aziende (indice PMI manifatturiero crollato da 50 a 35,7) e da i dati raggruppati per gennaio e febbraio (rispetto all’anno prima) circa l’export (-17,2%), le vendite al dettaglio (-20,5%) e la produzione industriale (-13,5%), possiamo immaginare che nei Paesi europei e ora anche in USA dove stanno adottando misure di contenimento del virus, ci sarà un impatto similare, in particolare nel 2° trimestre. Alcune banche d’affari iniziano a parlare di una recessione lampo nel secondo trimestre del -5% sul PIL. L’idea prevalente tra gli operatori é che nel giro di 3/6 mesi si possa tornare alla normalità e avere una “V-shape recovery”, una ripresa rapida e molto significativa, anche perché’ governi e banche centrali stanno intervenendo.

INTERVENTI DI POLITICA MONETARIA

  • Intervento BCE contro il coronavirus: nuovi 750 miliardi di QE

 A una settimana dall’ultimo meeting della Banca centrale europea che aveva deluso in molti, l’istituto centrale decide di intervenire massicciamente sui mercati elevando a 750 miliardi di euro il suo programma di acquisti rispetto ai 120 decisi in quell’occasione. Il finanziamento permetterà l’acquisto di titoli del settore pubblico e privato, proseguirà per tutto il 2020, includerà anche il debito greco e i commercial paper non bancari, ovvero le cambiali di finanziamento delle imprese.

  • Bazooka Uk: liquidità illimitata per aiutare le grandi imprese

Azione congiunta. Bank of England comprerà dalla prossima settimana commercial paper a breve, anche di nuova emissione. A garantire il rischio di perdite per la banca centrale sarà il Governo .Liquidità alle grandi imprese. Senza limiti predefiniti. In un’inedita collaborazione, il Tesoro britannico e la Bank of England – formalmente e sostanzialmente indipendenti – hanno deciso di concedere risorse direttamente alle aziende

  • Federal Reserve

Taglio di un punto percentuale del tasso di interesse sui Fed funds

Acquisto di titoli per un valore di 700 miliardi di dollari

Istituzione di una Commercial Paper Funding Facility per acquistare debito a breve termine direttamente dagli

emittenti fino a 1000 miliardi di dollari

INTERVENTI DI POLITICA FISCALE

  • Bruxelles allenta il patto di stabilità: aiuti senza limiti

Pressing delle istituzioni europee per un maxi prestito collettivo del Mes

Davanti all’emergenza coronavirus la Ue rompe gli indugi e attiva la clausola che allenta i vincoli del patto di stabilità, mentre la presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, si è detta favorevole al ricorso ai covid-bond. Pressing delle istituzioni europee sui governi per ricorrere a un maxi prestito collettivo del fondo salva-Stati

  • La Ue attiva le clausole che allentano i vincoli del Patto

La risposta dell’Europa. Von der Leyen favorevole ai covidbond, pressing delle istituzioni europee sui governi per un maxi prestito collettivo del Mes

  • Berlino, manovra straordinaria pari al 10% del Pil
  • Il maxi-piano Usa

Trump: metteremo 500 miliardi di dollari in tasca agli americani

Il Governo potrà ordinare alle aziende di produrre materiale medico e sanitario

New York

Presidente Trump

Fino a 50 miliardi di dollari in aiuti agli Stati per affrontare la pandemia

Acquisto di Petrolio per la Riserva Strategica Petrolifera nazionale

Cancellazione degli interessi sui prestiti studenteschi

Le misure attualmente in discussione potranno arrivare a raggiungere 1200 miliardi di dollari, includendo

300 miliardi in prestiti alle piccole imprese

250 miliardi di trasferimenti diretti ai cittadini americani, per un assegno pro capite pari a 1000$

200 miliardi in fondi di stabilizzazione

Rinvio del pagamento delle tasse

SCENARIO DEI MERCATI

In sintesi, i quattro messaggi principali sullo scenario

Scenario macro in peggioramento a causa del coronavirus. I policymaker globali si stanno muovendo attivamente per contrastare l’emergenza dal lato sanitario ed economico con iniziative di enormi dimensioni sia di politica monetaria che, finalmente, di politica fiscale

I mercati finanziari hanno cominciato a scontare scenari a tinte fosche e le manovre di stimolo possono aiutarli a riprendersi prima dell’economia, grazie alle ingenti iniezioni di liquidità

I mercati azionari trattano a multipli in linea con il Q4 2018: ora riflettono una «recessione prolungata che non c’è ancora». Potrebbe esserci ancora potenziale di ribasso se una forte e soprattutto duratura recessione arrivasse davvero

Nei mercati obbligazionari stiamo assistendo a movimenti molto bruschi. L’allargamento recente e imponente degli spread rende il credito investment grade un’asset class che appare offrire un profilo rischio/rendimento interessante in questo momento. Gli interventi degli ultimi due giorni delle banche centrali hanno già ridotto in modo significativo gli spread su alcuni obbligazioni (principalmente il debito pubblico Italiano con spread che da oltre 300 bps si sono riportati sotto i 200 bps in una sola seduta)

IPOTESI DI EVOLUZIONE DEI MERCATI

“Finché non cominceremo a vedere seri segni che la pandemia è sotto controllo o che viene annunciato un trattamento efficace e/o un vaccino contro il virus, la tensione nei mercati azionari continuerà, con giorni di bruschi cali seguiti da giorni di forti rimbalzi”. I mercati dei paesi che “usciranno” prima dalla emergenza tenderanno a stabilizzarsi prima (ex Cina) ma anche Italia che nel corso dell’ultima settimana ha recuperato circa 4%.  (indice tedesco in linea con fine settimana precedente)

“I timori dell’impatto che la diffusione del coronavirus finirà per avere sulla crescita economica globale (a causa delle misure adottate per rallentarne l’espansione) continuano a regnare sui mercati e sono in crescita. In vista delle revisioni al ribasso che si verificeranno nelle prospettive di crescita economica, riteniamo che fino a quando non ci sarà una maggiore visibilità dell’evoluzione del coronavirus e del suo impatto economico finale, sarà difficile assistere ad una stabilizzazione nei mercati azionari.

I mercati obbligazionari si stabilizzeranno prima grazie ai significativi interventi delle banche centrali.

Ad esempio lo spread sui titoli di stato italiano si è già contratto in modo significativo nelle sedute di giovedì e venerdì.

IPOTESI DI RIALLOCAZIONE DEGLI INVESTIMENTI A BREVE, MEDIO, LUNGO TERMINE

riepilogo sinteticamente quello che ritengo essere il corretto approccio sul portafoglio di investimenti mobiliari in questa complessa e delicata fase:

  •  Per quanto riguarda tutta la componente obbligazionaria (per la maggior parte degli investitori la componente più consistente del portafoglio) il deprezzamento subito è legato all’aumento degli spread ed al limitato numero di acquirenti (per ora). Le obbligazioni saranno sostenute dalle banche centrali con ampi programmi di acquisti (ad esempio l’intervento annunciato domenica scorsa dalla FED con acquisti di  700 miliardi di dollari e quello altrettanto importante della BCE annunciato in settimana). La componente obbligazionaria beneficerà anche dei tassi bassi per un periodo prolungato di tempo. In sintesi il comparto obbligazionario tenderà ad offrire flusso cedolare e restringimenti degli spread nei prossimi mesi. Ritengo vada mantenuta. Eventuali modifiche di composizione per sfruttare eccessive sottovalutazioni saranno da valutare nel mese di aprile
  • La componente azionaria subirà significativa volatilità fino a che non si avrà maggiore visibilità sulla durata della epidemia, sugli effetti economici (più o meno profondi e gravi a livello globale) e soprattutto sugli interventi di politica fiscale espansiva che i governi di tutto il mondo stanno annunciando e dovranno mettere in pratica nei prossimi mesi. 
  • La componente azionaria andrà a mio avviso modificata (ed eventualmente incrementata) a fine marzo o prima parte di aprile andando a sovrappesare i settori che beneficeranno in misura significativa delle politiche fiscali espansive (infrastrutture, tecnologia, climate &change etc). Si potrà anche aumentare il peso dei paesi emergenti (India e China in particolare) che continueranno nei prossimi anni a crescere a ritmi più sostenuti rispetto al resto del mondo. La modalità di ingresso sui mercati azionari (settori, temi, paesi) più adeguata è, a mio avviso, il piano di accumulo.
  • Chi ha un approccio più speculativo può comprare alcuni titoli (Intesa, ENI, Leonardo…) od indici (indice Italiano o Europeo) già in questi giorni in considerazione dell’eccessivo deprezzamento subito ma nella consapevolezza che volatilità, incertezza e possibili altre diminuzioni ci accompagneranno per almeno altri 15/20 giorni.

consulente finanziario abilitato

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