Le richieste di Confagricoltura al Governo per ripartire dopo l’emergenza

La crisi sanitaria deve far nascere un piano per far ripartire l’economia, queste le parole del Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giasanti nel corso dell’incontro avvenuto tra il Governo e le parti sociali.

L’emergenza virus sta colpendo in particolare il settore agricolo ed agroindustriale, che rappresenta quasi il 20% del PIL italiano e circa il 10% dell’export nazionale. Confagricoltura propone una serie di misure straordinarie da adottare, con risorse congrue e strumenti incisivi.

Le azioni dovranno essere di carattere generale e specifico, per salvaguardare il settore agricolo e tutto quello ad esso collegato, dalla ristorazione alla grande distribuzione.

Giansanti ha spiegato che occorrono misure per favorire il reclutamento di manodopera da parte di imprese agricole i cui lavoratori sono impossibilitati ad effettuare la prestazione a causa dell’emergenza sanitaria e riducendo il cuneo fiscale, liberando risorse per sostenere il fronte della domanda ed incentivare l’occupazione.

Confagricoltura ritiene che sia importante, nell’ambito delle misure Trasformazione 4.0, che il Ministero dello Sviluppo Economico valuti l’opportunità di rendere fruibile il credito di imposta fino ad esaurimento. Da prendere inoltre in considerazione la cancellazione, per quest’anno, degli obblighi tributari e contributivi delle imprese in zona rossa e la sospensione, in tutto il territorio nazionale, della Plastic Tax e della Sugar Tax, al fine di far riprendere agevolmente i processi commerciali.

<<Per quanto riguarda la politica agricola comune, per Confagricoltura è essenziale che sia disposto l’anticipo di tutti i pagamenti della PAC (aiuti diretti e sviluppo rurale) a sostegno della liquidità delle imprese – ha commentato il presidente di Confagricoltura Alessandria, Luca Brondelliinfine è necessario procedere ad un vero e proprio enforcement della normativa in vigore per quanto riguarda il contrasto alle pratiche sleali. Sollecitiamo il recepimento della nuova direttiva comunitaria in questione nell’ordinamento interno, anche con l’ampliamento della lista definitiva della UE per rafforzare il ruolo commerciale della parte agricola; affidare ad uno o più soggetti il compito di indagare e sanzionare sulle condotte scorrette; prevedere adeguate sanzioni, come bene ha previsto il ministro Teresa Bellanova nel DL 9/2020. E, soprattutto, occorre puntare su un piano di promozione straordinario del Made in Italy per recuperare competitività sui mercati esteri e salvaguardare l’immagine dei prodotti agricoli e agroalimentari>>.

Bandiera Confagricoltura

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