La Giornata mondiale delle zone umide, tesori di biodiversità

Domenica 2 febbraio si celebra la “Giornata mondiale delle zone umide”. Una ricorrenza ancora più importante quest’anno in cui si celebra l’Anno della biodiversità, che sarà incentrato su due momenti cruciali la Conferenza ONU sulla biodiversità che si svolgerà ad ottobre in Cina e la Conferenza ONU sul clima a novembre in Scozia. Queste due conferenze definiranno il piano di azione futuro per invertire il processo di perdita della biodiversità e per il calo delle emissioni gas effetto serra.

Le zone umide, grazie al loro microclima particolare, rappresentano dei veri e propri serbatoi di biodiversità, conservando una straordinaria ricchezza di specie animali e vegetali, la cui vita è collegata dal livello di affioramento dell’acqua, dalla permanenza a livello superficiale e dalle condizioni del terreno. Le zone umide sono degli indicatori fondamentali dello stato di conservazione della natura, dove l’equilibrio ambientale delicatissimo reagisce alle sollecitazioni positive o negative che vengono dall’esterno.

L’area protetta del Beigua racchiude al suo interno più di venticinque zone umide, alcune di esse di importanza straordinaria per la conservazione di habitat e specie rare.

Il Parco del Beigua, con il sostegno della Fondazione Blue Planet – Virginia Boger Stiftung e con la collaborazione di WWF Svizzera hanno avviato un progetto per incrementare gli habitat disponibili per gli anfibi, in particolare per il Tritone crestato, specie considerata a rischio di estinzione nonché per altre specie, animali e vegetali, considerate in situazione sfavorevole.

Gli interventi riguarderanno anche la connessione ecologica tra la zona umida di Piampaludo, la torbiera del Laione e le altre zone umidi presenti e si otterrà, su scala più ampia, un miglioramento dei corridoi ecologici esistenti. Le attività ed i monitoraggi condotti nel Parco consentiranno inoltre di migliorare la conoscenza delle relazioni complesse che si instaurano all’interno delle zone umide, assicurandone la conservazione, creando l’opportunità di visite culturali e didattiche.

Zone umide

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.