“Filippo e l’amico immaginario”, la terza fatica letteraria delle sorelle arquatesi Maruffo

L’avevano preannunciato e puntualmente hanno mantenuto la parola. Le sorelle Elisabetta e Monica Maruffo hanno da poco dato alle stampe un nuovo volume, il terzo “Filippo e l’amico alieno”, che va a aggiungersi al vasto mare della letteratura per l’infanzia.

Un testo per bambini che tratta temi importanti quali l’amicizia, il rapporto genitoriale, il rispetto per gli animali <<In quest’ultimo libro è trattato un tema importante che speriamo venga recepito fin dalla giovane età, l’abbandono degli animali – ci dice Elisabetta – Quando si decide di prendere un cane, un gatto, lo si deve fare col cuore, senza dimenticare i diritti degli amici a quattro zampe. L’uomo non è il padrone della terra, ma un passeggero tra tanti sull’arca della vita. Con qualche responsabilità in più. Le storie tristi di abbandoni possono concludersi a lieto fine se trovano la persona giusta>> conclude la scrittrice.

Filippo è un ragazzino di tredici anni. Il suo carattere rispecchia quello di molti coetanei. La sua camera è un disastro, ma aiuta don Roberto all’oratorio, non apre quasi mai i libri, ma prende bei voti a scuola. Corre in bicicletta e gioca a calcio. Ha un grande desiderio: adottare un cane. I suoi genitori, essendo molto impegnati sul lavoro, gli hanno insegnato che gli animali non sono dei giocattoli e necessitano di cure e tempo. Filippo è cocciuto. Riuscirà a far cambiare loro idea?

Elisabetta e Monica, già conosciute per le avventure di Tea (Tea e il Salice ridente e Tea e il segreto del medaglione), affrontano in questo libro la tematica dell’abbandono degli animali. Durante una vacanza sono state testimoni di un ritrovamento, in autostrada, di un grosso cane. La vicenda, seppur andata a lieto fine, le ha colpite particolarmente. Per questo hanno deciso di riportare in maniera ‘favolesca’ un fatto che arriva, puntuale, tutte le estati.

Gli animali, anime pure e senza parola, vengono spesso bistrattati e considerati come oggetti. Le autrici con questo sono consapevoli di non poter cambiare il mondo, ma si augurano di risvegliare nei giovani lettori un sentimento di empatia verso gli animali.

Filippo e l'amico

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