Appunti di storia locale: la Confraternita di San Carlo ad Arquata Scrivia

Inizia questa domenica la rubrica dedicata alla scoperta della storia locale tra la Liguria centrale ed il basso Piemonte. Tra aneddoti, racconti di vita, monumenti ed edifici storici ecco un viaggio alla riscoperta del nostro patrimonio culturale:

La confraternita di San Carlo di Arquata, è un’associazione plurisecolare, ricca di tradizioni, che ha sempre promosso le attività religiose della chiesa e della parrocchia.

La nostra confraternita, ora chiamata di San Carlo, è nata come istituzione, nel XV secolo, col nome di Compagnia dei Disciplinanti di Santa Maria. Lo conferma una pergamena del 1478 che riporta un testamento, dove è menzionato l’oratorio di Santa Maria di Arquata.

L’origine delle confraternite dei Disciplinanti risale al Tredicesimo secolo, legate a gruppi di religiosi, comparvero inizialmente nell’Italia Centrale, dove vagavano per città e campagne flagellandosi e invocando la pace fra le varie fazioni in lotta. “Disciplina” è il nome del flagello con il quale si percuotevano, usavano coprirsi con un sacco e indossare un cappuccio che ne celava l’identità. Essi pensavano che facendo penitenza si potessero scongiurare guerre e pestilenze.

Nel corso dei secoli la nostra confraternita è riuscita, grazie alla tenacia e a alla fede delle persone che l’ hanno rappresentata, a mantenere le sue tradizioni e a proseguire nei suoi scopi con continuità, anche in periodi caratterizzati da momenti di crisi. Oltre a curare la liturgia, si è resa utile a tutta la comunità fornendo assistenza ai più bisognosi, in tempi in cui mancavano enti assistenziali o casse mutua che provvedessero alle loro necessità. Alle funzioni di culto d’obbligo la nostra confraternita ha così affiancato opere caritatevoli e di solidarietà, sostenendo con elargizioni di grano e di legna le famiglie povere, occupandosi della buona morte e seppellendo i defunti, specialmente quando lo scomparso non lasciava nessuno che potesse sostenere l’onere di provvedere alle sue esequie. Partecipava anche alla catechesi, con due confratelli particolarmente preparati.

La confraternita è legataria di un patrimonio spirituale e artistico che viene trasmesso al suo consiglio attraverso cariche elettive conservate attraverso i secoli, designate nell’assemblea di tutti i confratelli iscritti.

Oggi la confraternita di San Carlo aiuta i sacerdoti della parrocchia nelle opere di culto, contribuisce a rendere più solenni i riti, partecipa alle attività liturgiche, suffraga i defunti con preghiere e con canto dell’ufficio e messe comunitarie.

La confraternita, inoltre, conserva gelosamente gli inni e i canti tradizionali, salvaguardandone il ricordo, ma anche garantendo la loro presenza nella liturgia, e dunque la loro vitalità.

La funzione solenne dell’insediamento del priore, che si tramanda, di generazione in generazione, da più di cinquecento anni, è uno dei simboli della continuità e della conservazione delle tradizioni religiose, devozionali, ma anche storiche e culturali del popolo di Arquata.

La confraternita di S. Carlo ha sempre avuto la propria sede nell’oratorio intitolato fin dai primi del ‘400 a S. Maria, mentre dai primi del ‘600, dopo la ricostruzione, venne dedicata a N.S. Assunta. L’oratorio si trova aggrappato al versante della collina del castello, sotto la vecchia torre, al quale si accede dall’antica scalinata che sale di fronte alla chiesa parrocchiale.

Marisa Pessino

oratorio-arquata

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