Come si legge la “Carta del vino” al ristorante?

Le carte dei vini sono sempre argomento spinoso su cui molti esperti hanno opinioni diverse. Eppure non ci sono tanti modi per fare una buona carta del vino. Il problema è che i ristoranti interpretano la carta in modi differenti, spesso dimenticando che una lista vini deve essere semplice, essenziale e soprattutto chiara.

Le carte dei vini sono sempre argomento spinoso su cui molti esperti hanno opinioni diverse. Eppure non ci sono tanti modi per fare una buona carta del vino. Il problema è che i ristoranti interpretano la carta in modi differenti, spesso dimenticando che una lista vini deve essere semplice, essenziale e soprattutto chiara. In alcuni locali, le carte sono dei veri e propri “tomi”, dei libri alti quanto un dizionario, che spesso intimoriscono il commensale al solo pensiero della lettura di questi “oggetti misteriosi”. C’è chi, invece, propone dei foglietti volanti, con scritte poco chiare e senza reali indicazioni.

CHE COSA FARE QUANDO TI ARRIVA LA CARTA DEI VINI

Prima di tutto, occorre fare un po’ di attenzione. Può capitare che le carte dei vini siano complicate da indicazioni che non tutti conoscono, come ad esempio le denominazioni del vino, oppure, soprattutto con i vini stranieri, siano citate diciture perlopiù incomprensibili. In realtà, è più semplice di quanto sembri. In un ristorante, una carta dei vini che si rispetti dovrebbe presentare per ciascuna etichetta queste informazioni:

  • Nome del produttore

  • Nome del vino

  • Vitigno (varietà dell’uva)

  • Denominazione

  • Annata

  • Grado alcolico

Esempio: Donnafugata, “Anthìlia”, Catarratto, Sicilia DOC 2018 (12% vol)

Il Nome Del Produttore equivale all’azienda vinicola di produzione che ha creato il vino. Molti potrebbero aver già sentito parlare, ad esempio, di Donnafugata (Sicilia) o Marchesi Antinori (Toscana); più difficile se si entra nel dettaglio di produttori meno famosi, più piccoli. Un’indizio per individuali in carta e sull’etichetta sono le parole: spesso il nome del produttore è introdotto da parole quali: Tenuta, Azienda, Castello o Cascina
Il
Nome Del Vino è essenzialmente il Nome Proprio dato dal produttore alla propria creazione. Nel caso del nostro esempio è “Anthìlia”, che richiama il nome dato, in epoca romana, alla città di Entella, dove oggi sorgono i vigneti di Donnafugata.
Il
Vitigno indica la varietà di uva utilizzata nella produzione del vino. Se stai leggendo una carta dei vini di bottiglie di bianchi friulani, troverai indicate le tipologie d’uva relative a questa regione, come ad esempio: Ribolla Gialla, Sauvignon oppure Friulano.
La
Denominazione è la classificazione del vino secondo il Disciplinare italiano, solitamente indicante le sigle: DOCG, DOC, IGT.
L’
Annata si riferisce all’anno della vendemmia, sia per i bianchi, che per i rossi o i rosati. Nelle bollicine, invece, se presente si inserisce in carta il “Millesimo” dello spumante, ad indicare l’anno di raccolta delle uve provenienti da una stessa annata (a differenza di altri spumanti o di champagne, ottenuti da cuvée, ovvero dall’assemblaggio di uve da annate e vigneti diversi). Nelle carte più precise, potrebbe esserci anche l’anno di “Sboccatura“, che ti consente di controllare le carattestiche qualitative del vino. Dal momento della sboccatura infatti la bottiglia, se conservata correttamente, mantiene inalterate le proprie caratteristiche indicativamente per circa 2 anni.
Il
Grado Alcolico è l’indicatore del volume % di alcool presente nel vino.

CONSIGLI… sull’Annata

A volte in certe carte non si trova l’annata e tale mancanza ;può portare ad incomprensioni tra un cliente pretenzioso e “buon intenditore” ed il ristoratore. Il primo si aspettava un’annata, l’altro, invece, preferisce non dire qual è l’anno di vendemmia, perché magari pensa che il cliente sia troppo influenzato. Crediamo che al ristorante tu debba essere consapevole di quale annata ti viene servita e quando l’annata non c’è, chiedi e controlla l’etichetta quando la bottiglia arriva a tavola. Questo eviterà spiacevoli incomprensioni e avrai una certezza in più di ciò che stai bevendo. Vero è che per districarsi fra le annate serve un po’ d’esperienza, ma niente paura! A semplificarti le cose ci sono i vini d’annata. Si tratta di quei vini che sono buoni se bevuti entro 1 anno o poco più dalla vendemmia. In più, ad aiutarti nell’individuare un vino d’annata se sei poco esperto è il prezzo. Di solito i vini d’annata sono meno costosi rispetto a quelli che, invece, migliorano col tempo.

CONSIGLI… sull’Area Geografica

In carta solitamente i vini sono sempre presentati divisi per regione, o almeno così dovrebbe essere per rendere la lettura più facile e fruibile. Quale regione scegliere? Se sei un wine lover alle prime armi, punta su regioni che già conosci, così sarà più semplice individuare e gustarti un ottimo calice di Prosecco, di Sangiovese, di Friulano o di Chardonnay. Se ti trovi in trattoria, è facile trovare fra le prime proposte in carta i vini tipici del territorio, vini di zona che sono probabilmente i più adatti all’abbinamento dei piatti proposti sul menu, per restare in “tema regionale“. In un ristorante più classico e raffinato, accanto alle proposte regionali trovi una selezione solitamente più ampia, che tocca varie regioni italiane e differenti tipologie di vino, in linea con un tipo di cucina sicuramente diversa da quella dell’osteria di quartiere.

Non avere paura di chiedere informazioni al sommelier o al cameriere; chiedi sempre un suggerimento per centrare l’abbinamento se non sei sicuro, oppure per provare qualcosa di nuovo. Affidati all’esperienza di chi è nel settore per farti guidare nella scelta del vino perfetto, non c’è nulla di male, anzi s’impara sempre qualcosa in più, da mettere in pratica alla cena dopo.

Infine, teniamo a ricordarti che dovresti divertirti. Il vino serve per divertire la tavola e non ad appesantirla. Cerca sempre di capire se quello che bevi ti piace e ti fa stare bene, perché questo è il segreto per far decollare la cena e per aver centrato la scelta sulla carta dei vini.

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