Popolazione in calo e più anziana tra Liguria e Basso Piemonte

Anche la Liguria ed il Basso Piemonte non fanno eccezione nel declino demografico certificato oggi dall’Istat. La popolazione italiana è scesa a 55 milioni complessivi, la stessa cifra che si registrava nel 1974. Rispetto al censimento del 2011 la popolazione alla fine del 2018 è calata complessivamente di un milione e trecentomila abitanti, più degli abitanti di Milano o Napoli.

Nel nostro territorio soffrono particolarmente ad esempio la Valle Stura, con i cinque comuni (Mele, Masone, Campo Ligure, Rossiglione e Tiglieto) scesi a 12,605 residenti complessivi, oltre quattrocento in meno rispetto al censimento. La vallata tra Genova e Ovada ha oggi gli stessi abitanti che contava nel 1881!

Ma non sono solo i “paesini” a soffrire: Acqui Terme è attualmente scesa a 19,604 residenti, per fare un raffronto nei primi anni ‘70 sfiorava i 25 mila. Ovada scende a 11,299 abitanti (contro i tredicimila dei primi anni ‘80). Novi Ligure alla fine dell’anno scorso contava 28,286 mila residenti contro i quasi trentatremila del censimento 1971.

Non è migliore la situazione sulla Riviera che inverte il trend positivo degli ultimi vent’anni: Arenzano scende di poche unità a 11,416 abitanti, marcato invece il calo a Cogoleto che scende sotto la soglia psicologica dei novemila residenti (8,938), calo sotto la soglia dei tredicimila residenti anche per Varazze (12,993) quasi duemila in meno rispetto al censimento del 1981 in cui registrò il suo picco, Celle Ligure anch’essa in brusco calo a 5,131 abitanti, duecento in meno rispetto al censimento ed Albissola Marina a 5,356 (contro 5,564).

Particolarmente drammatica la situazione nei comuni appenninici, con località ormai prossime allo spopolamento totale: 65 abitanti a Fascia, 88 a Gorreto, 141 a Propata, 62 a Rondanina, 85 a Carrega Ligure, 89 a Castellania, 73 a Zerba, 79 a Malvicino. Non è difficile pensare al rischio di completa estinzione di questi comuni nel giro di poco più di una generazione.

Calo progressivo delle nascite, emigrazione soprattutto dei giovani e Paese non appetibile per l’immigrazione sono i fattori di questo crollo demografico che oltre che l’Italia sta interessando anche altri Paesi europei economicamente più fragili come Croazia, Serbia, Ungheria, ex Cecoslovacchia, Polonia, Romania, Bulgaria, Grecia ed Ucraina.

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