Alessandro Bozzano (Essere Varazze): in campo per proseguire il lavoro intrapreso

Intervista con il sindaco uscente di Varazze che si ricandida per un secondo mandato

Varazze è uno dei centri più importanti che andranno al voto il 26 maggio sul nostro territorio. Il sindaco uscente, Alessandro Bozzano, ha annunciato la sua ricandidatura e in questa intervista ci spiega quanto fatto in questo ciclo amministrativo e i progetti per i prossimi cinque anni.

Avv. Bozzano, sono appena trascorsi i cinque anni di mandato amministrativo. Come è cambiata Varazze in questi anni?

Cinque anni trovai un paese assolutamente privo di programmazione, con questioni da risolvere ferme al palo e incancrenite. Mi sono messo al lavoro con la mia squadra e con i dirigenti, iniziando a progettare partendo dalle situazioni più difficili.

Quali erano gli interventi di urgenza per Varazze?

Sostanzialmente due: lo sblocco della zona Ponente, il Retro-porto che era fermo da ormai quindici anni e l’acquisizione delle aree dei Cantieri Baglietto. La seconda è stato chiedere subito al Ministero di avere un distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco.

La sua lista è cambiata rispetto a cinque anni fa?

Abbiamo mantenuto lo stesso nome, “Essere Varazze”, ci sono diverse conferme dell’amministrazione uscente e alcuni nuovi ingressi.

Proprio riguardo alla lista, è stato molto dibattuto l’appoggio dei partiti alla sua lista…

La mia lista ricalca l’ipotesi di governi che feci nel 2014, è una lista civica che racchiude al suo interno diverse sensibilità e chiude su un programma condiviso. La considero una lista “del fare”. Penso che il “fare” ci abbia contraddistinto, basta fare un giro per la città.

Riguardo all’acquisizione dei Cantieri Baglietto come sta andando avanti la questione?

In base al federalismo demaniale abbiamo acquisito l’immobile a monte, il Demanio ha fatto uno studio di fattibilità in cui si prevede la demolizione dei cantieri e verrà fatta un’opera di grande interesse pubblico, la messa in sicurezza della parte terminale del rio Rianello, verrà creata una passeggiata e due immobili, uno per la Baglietto e l’altro per le associazioni nautiche del territorio varazzino. Ricordo, per chi non è di Varazze, che la Baglietto è un’attività ancora oggi esistente ed importante, che impegna quaranta addetti e si occupa di rifitting.

Nel corso dei cinque anni di mandato che cosa altro è stato fatto di importante per la città?

La terza cosa è stata la messa in sicurezza integrale e la riapertura al pubblico del Parco del Boschetto, chiuso ormai da un decennio, è stato installato un chiosco con un’attività commerciale ed il Parco è stato adattato per ospitare eventi, sono state tagliate e rimpiantumate le palme, colpite dal punteruolo rosso.

Un argomento su cui abbiamo lavorato moltissimo è stata la raccolta differenziata, nel 2014 eravamo appena al 28 per cento, oggi siamo saliti al 64 per cento, non abbiamo fatto il sistema porta a porta perché in un comune che ogni estate triplica come minimo la popolazione è infattibile, abbiamo installato il sistema di prossimità ad accesso controllato. Questo ha portato ad un abbassamento delle tariffe per la cittadinanza, l’eco-tassa è passata da 158 mila € a 51 mila €.

Tra le altre cose fatte in questi anni ci sono anche il trasferimento dell’Ente Parco Beigua, che oggi è ospitato nello splendido Palazzo del Beato Jacopo, sono state ristrutturate le scuole di Alpicella e create sempre nella frazione delle palazzine di edilizia sociale per famiglie in difficoltà economica, il ripristino in tempo record di viale Europa devastato dalle mareggiate di quest’autunno ed il campo sportivo con la nuova pista di atletica che ci invidiano tutti nonché la telecamerizzazione del territorio, che oggi è interamente videosorvegliato.

Uno dei suoi avversari ha detto che in questi cinque anni è mancata completamente la comunicazione tra l’Amministrazione ed i cittadini, come risponde in merito?

È un sistema per non fare le cose. Capisco che il candidato Massimo Lanfranco dica questo, ma così non si riesce a far nulla. Personalmente non sono per i bilanci partecipati, ma per fare le cose e decidere senza farsi tremare le gambe. Bisogna portare il programma di governo ai cittadini e portarlo per i cinque anni, parlarne e seguire il programma. Non ha senso ogni volta andare per dire se è giusto quello che si fa, è un segno di debolezza che porta a grande incapacità decisionale.

Al momento come trova il clima tra le persone per la campagna elettorale?

Una buona squadra deve dedicare la stragrande maggioranza del suo tempo su quello che vuol fare lei, chi passa il tempo a studiare gli avversari è debole. La voglia di cambiamento emerge nella cittadinanza a seguito di un buon o un cattivo governo. Mi sento di dire che la voglia di cambiamento sia decisamente inferiore rispetto a cinque anni fa.

Infine dei tre candidati in campo chi considera il più insidioso?

Non faccio pronostici, però bisogna dire che la nostra è l’unica lista realmente civica mentre i concorrenti sono espressioni politiche. Lanfranco ha il simbolo ufficiale del Movimento 5 Stelle, Enrico Caprioglio ha una lista marcatamente di destra con molti esponenti della vecchia amministrazione Delfino, sonoramente bocciata cinque anni fa ed Elsa Roncallo ha una lista marcatamente di sinistra con molti esponenti dell’amministrazione Busso, di cui anche io feci parte ma ormai stiamo parlando di quindici anni fa.

Fabio Mazzari

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