Magazine libri – “Un piede in due scarpe” di Bruno Morchio

Bruno Morchio, il giallista definito il “Camilleri genovese” abbandona questa volta, lo storico personaggio dell’investigatore Bacci Pagano nel romanzo “Un piede in due scarpe” pubblicato dalla collana Nero di Rizzoli.

Il romanzo è ambientato in un momento storico cruciale sia per l’Italia che, soprattutto, per la città di Genova: il 1992. Quell’anno fu forse il più importante dal secondo dopoguerra ad oggi, a causa della serie di eventi che accaddero nel giro di pochi mesi: la vera e propria dichiarazione di guerra di Cosa Nostra allo stato, con l’uccisione prima del politico locale Salvo Lima, già sindaco di Palermo, a pochi giorni dalle elezioni, seguita dalle stragi di Capaci e Via d’Amelio in cui perirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un nuovo evento cruciale per la storia italiana era alle porte, sempre in quei mesi venne alla luce  “Tangentopoli, l’enorme giro di corruzione che coinvolgeva tutti i partiti della Prima Repubblica e che portò al crollo di essa nel giro di poco tempo.

Ma a discapito della difficile situazione nazionale il 1992 per Genova fu invece un anno decisamente positivo. La città ospitò infatti l’Esposizione Universale (il c.d. Expo) che ebbe la particolarità di essere realizzato insieme a Siviglia e focalizzato sul 500° anniversario della Scoperta delle Americhe.

Nel febbraio del 1992, proprio a pochissime settimane dall’inaugurazione ufficiale dell’Expo, si svolgono i fatti del romanzo di Bruno Morchio. Protagonista è lo psicologo Paolo Luzi, un vero e proprio alter-ego dell’autore (che prima di dedicarsi alla scrittura svolgeva la professione di psicologo).

Bruno-Morchio

Luzi è un uomo molto sensibile ed empatico, infatti ogni volta che percepisce un problema grave nel suo interlocutore viene colpito da uno strano dolore ad un lato del corpo. Un giorno di febbraio, caratterizzato da freddo e pioggia battente, riceve nella cassetta della posta un bizzarro messaggio, realizzato con parole delle pagine di un libro. Poco dopo riceverà la visita di una ragazza, tale Teresa Gorrini. che dirà di essersi recata da lui per… evitare di commettere un omicidio! Lì per lì Luzi pensò di trovarsi di fronte all’ennesima persona bizzarra con qualche rotella fuori posto, interlocutore comune per la professione di psicologo, ma, il giorno dopo la persona indicata da Teresa verrà uccisa sul serio.

Tutti i sospetti ricadranno ovviamente sulla ragazza, ma Luzi non si fida e chiede aiuto ad un suo amico, il commissario di polizia Diego Ingravallo, lucano trasferitosi a Genova, dal carattere quasi opposto a quello di Luzi. Nella scelta del nome del commissario, Morchio omaggia evidentemente Carlo Emilio Gadda con “Quel pasticciaccio brutto di Via Merulana”, in cui il protagonista è il commissario Francesco Ingarvallo.

Si aprirà quindi una lunga indagine che vedrà protagonisti Luzi e Ingravallo, ma soprattutto la città di Genova, alla vigilia dell’Expo colombiano che darà un notevole impulso economico e turistico, con una storia che si dipanerà dai quartieri alti fino ai bassifondi, tra paure e ossessioni dei due protagonisti.

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