IL COMUNE DI NOVI LIGURE PATROCINA DUE NUOVE IMPORTANTI INIZIATIVE

Si è riunita mercoledì la Consulta Comunale per il Commercio, l’Artigianato e l’Agricoltura di Novi Ligure. In apertura il Sindaco, Gian Paolo Cabella, ha parlato riguardo al “Bonus Novi”, un contributo in favore delle piccole e medie imprese, che fino ad oggi ha visto pervenire oltre cento domande e che scadrà a fine anno.

Fabrizio Stasi per il “Cuore di Novi” ha parlato in dettaglio del progetto “Natale a Novi” con il collaudato concorso a premi “Compra & Vinci” per chi farà acquisti nei negozi novesi dal 12 al 24 dicembre. Confermata la formula vincente della cartolina gioco, che il cliente troverà nei negozi aderenti e che dovrà essere compilata e depositata nell’urna del Centro Servizi di Corso Marenco 103 nei Portici Vecchi.

Paolo Ghio dell’associazione Novinterzapagina ha presentato “Novidelivery”, una piattaforma multi-esercente sulla base dei modelli già esistenti nel progetto nazionale Italydelivery. L’iniziativa, che partirà a breve, è un vero e proprio spazio di comunicazione e di promozione con un’area riservata dove caricare prodotti, foto, loghi e contatti.

La Giunta Comunale ha deliberato il patrocinio, insieme ad un contributo a fondo perduto, che potranno essere fruite gratuitamente da parte delle attività novesi, un risultato importante a cui va l’auspicio del Sindaco e del Presidente della Consulta, di consolidarle sempre di più.

CIASPOLATA FUORI STAGIONE NELLA FORESTA DELLA DEIVA

Il Parco del Beigua coglie al balzo le nevicate di questi giorni per organizzare, domenica, una ciaspolata fuori stagione nella foresta della Deiva per camminare con le racchette sopra la prima neve della stagione.

La ciaspolata sarà effettuata seguendo la guida del Parco lungo l’anello della Giumenta, attraversando un paesaggio da fiaba.

Il ritrovo è previsto alle ore 9 e 30 presso il Centro Visite del Parco a Palazzo Gervino di Sassello, l’iniziativa durerà l’intera giornata con pranzo al sacco, è mediamente impegnativa e adatta ai camminatori abituali.

L’iniziativa è gratuita e finanziata nell’ambito dell’accordo Regione Liguria – Mattm per la costruzione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile. La prenotazione è obbligatoria entro domani alle ore 17 e 30 compilando l’apposito modulo online.

Possibilità di noleggio delle racchette da neve al costo di 5 Euro al paio.

LE SORELLE MARTUFFO PRESENTANO “tea e il perche’ dei cinque sensi”

Un nuovo libro dedicato ai bambini delle sorelle arquatesi Elisabetta e Monica Martuffo, dopo il grande successo del libro “Tea e il Salice ridente”, tradotto anche in spagnolo con il titolo “Tea y el sauce sonriente”, “Tea e il segreto del medaglione” e “Filippo e l’amico Alieno” ecco che esce il nuovo libro “Tea e il perché dei cinque sensi”.

Il libro, dedicato ai bambini, ha la coperta e le illustrazioni realizzate dall’arquatese Miryam Campora.

In questa nuova avventura Tea spiegherà alla cugina Margherita, che frequenta la Scuola elementare, il perché dei cinque sensi. La storia ha lo scopo di far prendere coscienza ai bambini del proprio corpo, insegnarli a conoscere ed esplorare la realtà che li circonda con un linguaggio accessibile, comprensibile, semplice e concreto.

L’età di lettura del libro è quella della scuola primaria, dai 6 anni in su.

ALBISSOLA MARINA, AL VIA LA CAMPAGNA “COMPRIAMO SOTTO CASA”

Anche Albissola Marina si unisce ai Comuni che promuovono, in vista degli acquisti del Natale, il commercio di prossimità, che ha subito gravi danni in questi ultimi mesi.

Lo slogan di Albissola è “Compriamo sotto casa”, e vuole dare un aiuto concreto alle realtà commerciali del Comune. L’invito a comprare sotto casa i regali di Natale, nei numerosi negozi di Albissola Marina è nato dall’accordo dei commercianti del territorio con l’Amministrazione Comunale.

Acquistare sotto casa vuole anche dire far vivere il proprio paese, specialmente nei momenti di difficoltà.

VARAZZE, E’ ARRIVATA LA RENNA NEL CENTRO STORICO

Non solo alberi di Natale, a Varazze, nella centrale Piazza del Beato Jacopo, davanti alla sede del Parco del Beigua ecco una simpatica e gigantesca renna che farà bella mostra di se nel centro storico cittadino.

La simpatica renna è pagata dall’Amministrazione Comunale di Varazze tramite i fondi della tassa di soggiorno, in aiuto così ai commercianti che non pagheranno nulla per luminarie e addobbi, e vuole essere un segnale allegro dopo mesi difficili.

L’assessore al turismo, Bettina Bolla, ha spiegato che dall’Immacolata il centro storico di Varazze si illuminerà e tramite un servizio di filodiffusione nelle vie ci saranno le melodie di Natale a risuonare.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI NOVI LIGURE DEL 30 NOVEMBRE

La maggioranza regge nel Consiglio Comunale di Novi Ligure che si è svolto il 30 novembre, il primo dopo l’abbandono di tre esponenti della maggioranza che hanno creato il gruppo “Solo Novi”.

La seduta ha visto l’approvazione del Bilancio Consolidato del 2019, con otto voti favorevoli, cinque contrari e tre astensioni.

La verifica dello stato di attuazione dei programmi ha visto l’approvazione sempre a maggioranza (otto voti favorevoli, cinque contrari e tre astenuti).

È stato approvato, con quindici voti favorevoli e uno contrario, il riconoscimento del debito fuori bilancio relativo ai lavori eseguiti dal Gruppo Acos in Via Gagliuffi.

Approvata, con otto voti favorevoli, cinque contrari e due astensioni, la settima variazione al bilancio. I punti rimanenti all’ordine del giorno verranno trattati nella seduta successiva.

GLI ZUCCHERI, INDISPENSABILI PER L’ORGANISMO MA BISOGNA FARE MOLTA ATTENZIONE

Gli zuccheri sono indispensabili per tantissime funzioni dell’organismo, in particolare quelle dei bambini, tuttavia bisogna sempre stare molto attenti, in quanto essi si trovano in tanti alimenti e in forme e tipologie diverse, bisogna quindi saperli dosare bene.

Gli zuccheri sono nutrienti fondamentali per produrre energia, se i bambini non introducono la quantità di zuccheri di cui hanno bisogno avviene una reazione chimica, con molecole che vengono utilizzate dalle cellule in sostituzione dello zucchero, che viene conosciuta sotto il nome di acetone (da non confondere con l’omonimo solvente).

Gli zuccheri si dividono in zuccheri semplici e zuccheri complessi, i primi vengono assorbiti subito mentre i secondi sono a digestione più lenta.

Le fondi di zuccheri complessi sono: alimenti a base di cereali e patate (pasta, pane, riso, polenta, purè, ecc…), che si consiglia di alternare con i cereali integrali. Le fonti di zuccheri semplici sono invece la frutta, il latte, i dolci e le bevande zuccherate. Gli zuccheri si trovano anche nei derivati del latte (formaggio fresco, burro, panna e, in quantità molto basse nello yogurt e nel formaggio stagionato).

Le necessità energetiche dei bambini e dei ragazzi devono essere soddisfatte per il 55-60% delle calorie totali da alimenti contenenti zuccheri, preferendo quelli complessi. Un eccesso di zuccheri semplici infatti può provocare l’aumento del rischio di carie dentaria, obesità e diabete di tipo 2.

Un’alimentazione sana vede come cibi ricchi di carboidrati da consumare giornalmente: pasta di semola, riso, orzo, farro, polenta, pane, patate (non fritte) e frutta fresca. Da consumare con moderazione miele, frutta disidratata, derivati del pane (pizzette, focacce, crackers, fette biscottate), gelati e cioccolato. I cibi ricchi di zuccheri semplici da consumare il meno possibile sono: bevande zuccherate (cola, aranciata, thè freddo), succhi di frutta, caramelle, gomme da masticare, merendine, biscotti e limitare l’utilizzo di zucchero da cucina.

whole grain products with complex carbohydrates on rustic background

ARQUATA SCRIVIA E LE EPIDEMIE NELLA STORIA – SECONDA PARTE

Seconda e ultima parte del lavoro di ricerca dello storico arquatese Antonio Allegro sulle epidemie nel territorio di Arquata Scrivia, dall’antichità fino alla seconda metà del XX secolo. Qui potete leggere la prima parte: https://limonte.news/2020/11/30/arquata-scrivia-e-le-epidemie-nei-secoli-prima-parte/

C’è da constatare che sovente queste epidemie erano favorite dalla stagione calda, come si riscontra per il 1656, e la grave epidemia di colera scoppiata nel 1854-55.

Infatti nel 1817 una nuova malattia si sviluppa in India che incute paura, è “cholera morbus”, il quale , agevolato dai moderni e più veloci mezzi di trasporto nella prima rivoluzione industriale, invade l’Europa nei primi anni ’30 e giunge in Italia nel 1835, nel mese di agosto a Genova. Questa fu la prima ondata, molti centri abitati della zona rimasero infestati dal colera. Ad Arquata nel periodo da agosto a novembre si contarono solo 10 casi di morte per questa nuova pestilenza.

Il 4 dicembre 1836 la nostra Confraternita effettuò una processione al santuario di Montaldero con messa cantata per ringraziare l’avvenuta liberazione dal colera.  Ma ben più grave fu la seconda ondata di questo morbo che giunge nel 1854, dichiarata l’emergenza sanitaria più grave del secolo. Ad Arquata, il morbo arrivò sempre da Genova e il primo decesso per il colera avvenne il 1° agosto di quell’anno.Si continuerà questa conta per tre mesi, fino alla fine di ottobre, causando 77 vittime adulte e 8 bambini sotto i 9 anni. Nell’anno successivo un colpo di coda di questo morbo provoca altre 10 vittime negli stessi tre mesi dell’anno precedente. Lacappella della Natività della Madonna nella borgata La Costa di Rigoroso fu costruita nel secolo XIX dalla popolazione in ringraziamento per lo scampato pericolo dal colera;

Nel marzo 1918, durante l’ultimo periodo della Prima Guerra Mondiale, furono registrati i primi casi di influenza spagnola. Fu battezzata così perché in Spagna, rimasta neutrale nella Grande Guerra, le informazioni sulla pandemia circolavano liberamente senza censura, a differenza di tutti gli altri paesi coinvolti nel conflitto. Questo ceppo pericoloso del virus dell’influenza si diffuse in tutto il mondo simultaneamente agli spostamenti delle truppe sui fronti europei relativi agli eventi bellici connessi alla Prima Guerra Mondiale. Le particolari circostanze di guerra, scarsa igiene, ospedali da campo sovraffollati e malnutrizione contribuirono ad una superinfezione batterica che uccise gran parte degli ammalati, in genere dopo un periodo prolungato di degenza. Si stima che il tasso di mortalità globale fu tra il 10 e il 20% degli infetti, mentre in tutto il mondo siano morti oltre 50 milioni di persone, su 2 miliardi del totale della popolazione, quindi una delle più catastrofiche pandemie in tutta la storia dell’uomo. Anche il nostro paese venne colpito dall’influenza Spagnola, tenendo anche conto che in quel periodo erano stanziati nel territorio di Arquata mediamente 30.000 militari inglesi. Di questi soldati, 94 riposano nel cimitero realizzato appositamente per loro, la maggior parte di questi caduti sono morti a causa dell’influenza Spagnola. Nel lato verso Via del Vapore del cimitero comunale vi era anche un campo con 62 tombe di altrettanti soldati austro-ungarici, prigionieri degli inglesi, anche loro quasi tutti periti per la stessa influenza. Nel periodo di questa epidemia non sono specificati i morti per questa causa nell’archivio parrocchiale, per poter stabilire quanti erano, ma si rileva che i decessi sono più che raddoppiati a fine 1918. In quegli anni morivano dalle 2 alle 6-7 persona di media al mese, ma a settembre di quell’anno aumentarono con 9 decessi, con un gran balzo di ben 28 nel mese di ottobre, poi diminuirono a 13 in novembre, scendendo a 7 in dicembre per poi risalire a 16 decessi a gennaio 1919, e stabilirsi definitivamente sui 4-5-6 al mese. Si può quindi affermare che per quella influenza Spagnola siano morti ad Arquata circa 50 persone in quel semestre.

Originato nella penisola di Yunan, in Cina, il virus influenzale “asiatica”di origine aviaria comparve nel 1957 e nel tempo di un anno si diffuse in tutto il pianeta. Sebbene i progressi medici in rapporto alla pandemia dell’influenza spagnola abbiano concorso a frenare l’avanzata del virus, questa pandemia ha registrato due milioni di morti in tutto il mondo. Questi risultati meno catastrofici della febbre Spagnola derivarono anche dalla creazione nel 1948 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che progettava ogni anno un vaccino destinato a mitigare gli effetti delle mutazioni influenzali. A questa paurosa influenza non si sottrasse il nostro paese che vide mettere a letto una buona parte della popolazione, con la scomparsa di parecchie persone che avevano già purtroppo altre importanti patologie, come succede attualmente per questa odierna pandemia.

Erano trascorsi solo dieci anni dopo aver superato l’ultima grande pandemia influenzale, apparve, ancora una volta in Asia, l‘influenza di Hong Kong. Una variazione di un virus influenzale fu registrata in questa città nel 1968 e si diffuse in tutto il mondo con un modello molto simile a quello dell’influenza asiatica. I soldati americani al ritorno dal Vietnam la portano negli Stati Uniti e da lì in Europa. Questa terribile influenza di Hong Kong, nota anche come “influenza spaziale”, ma in gran parte dimenticata, flagellò il globo provocando oltre 1 milione di morti. In Italia provocò circa 20.000 vittime

L’INVERNO FA SUL SERIO, PREVISTE NUOVE NEVICATE IN LIGURIA

Come previsto è arrivata la prima neve nell’entroterra ligure, tuttavia la situazione, salvo una breve fase di tregua prevista per oggi, è destinata a continuare.

Una seconda perturbazione è infatti prevista da venerdì e durerà fino alla prima metà della prossima settimana, con nevicate anche intense nelle zone montane.

Il bel tempo di questa mattina e oggi pomeriggio è una breve tregua, già da stasera infatti arriverà la corrente artica, con piogge tra la serata e la notte che si trasformeranno in neve a quote anche piuttosto basse.

Domani è previsto maltempo diffuso su tutta la Liguria, a causa del fronte ciclonico sul Tirreno, con temporali soprattutto tra il centro ed il Levante che, nell’interno, avranno carattere nevoso accompagnati da vento e gelate, qualche fiocco potrebbe tuttavia arrivare anche sulla costa.

MAGAZINE CUCINA – RISOTTO CON I CARCIOFI

Con l’inverno è tempo di… carciofi! Questa verdura, sia nella versione spinosa che in quella senza spine è ottima da consumarsi sia così bollita o cruda con filo d’olio che abbinata a molti piatti, sia primi che secondi. Ecco un classico della cucina invernale, il risotto con i carciofi.

INGREDIENTI:

  • 320 grammi di riso carnaroli
  • 3 carciofi
  • 1 cipolla
  • 50 grammi di formaggio grattugiato
  • 1 bustina di zafferano
  • 50 grammi di burro
  • 10 ml di olio extravergine di oliva
  • 1,3 litri di brodo di carne
  • 1 spicchio d’aglio
  • 3 rametti di prezzemolo
  • sale q.b.

PREPARAZIONE:

Pulite i carciofi, eliminando le foglie esterne. Tagliate la punta a tutte le altre foglie ed eliminate i gambi, divideteli a metà ed eliminate il fieno (la barba del carciofo), lavateli e tagliateli a spicchi sottili.

Prendete l’aglio, sbucciatelo e fatelo rosolare in una casseruola insieme a dieci grammi di burro e l’olio per due-tre minuti circa.

Adesso aggiungete i carciofi, salateli e fateli cuocere per 6-7 minuti lasciandoli ancora un po’ sodi. Sbucciate la cipolla e tritatela finemente e scaldate il brodo.

Prendete una casseruola e mettete 30 grammi di burro e fate rosolare la cipolla per due-tre minuti e mescolate. Unite il riso, tostatelo per due minuti mescolando continuamente. Poi bagnatelo con un mestolo abbondante di brodo bollente.

Continuate a cuocere per dodici minuti circa, sempre mescolando e allungando con il brodo appena che il brodo precedente si sarà quasi evaporato.

Aggiungete adesso i carciofi e lo zafferano e cuocete ancora il tutto per cinque minuti, sempre facendo attenzione a mescolare e a esaurire il brodo rimasto. Tritate il prezzemolo, regolate di sale, unite il burro rimasto, il prezzemolo e lasciate insaporire per uno-due minuti.

Adesso spolverate con il formaggio grattugiato, decorate con foglie di prezzemolo e carciofo e servite il risotto in tavola caldo, pronto per essere consumato.

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